Cantone Frontalieri
Permesso G e imposte: come funziona oggi il lavoro frontaliero in Ticino
Dal 2024 si applica il nuovo accordo con l'Italia. I frontalieri assunti dopo il 17 luglio 2023 pagano l'imposta alla fonte all'80 per cento in Svizzera e poi l'Irpef in Italia.
Il permesso G è l'autorizzazione rilasciata a chi risiede in Italia, lavora in Svizzera e rientra ogni giorno al proprio domicilio. È il documento che regola il lavoro frontaliero, e da qualche anno si accompagna a un regime fiscale nuovo.
L'accordo fra Svizzera e Italia sull'imposizione dei lavoratori frontalieri è stato firmato il 23 dicembre 2020 ed è entrato in vigore il 17 luglio 2023. Le sue disposizioni si applicano dal 1° gennaio 2024 e sostituiscono quelle dell'intesa del 1974. Riguardano i cantoni di confine, cioè Ticino, Grigioni e Vallese.
Vecchi e nuovi frontalieri
La distinzione decisiva è la data. Chi ha acquisito lo statuto di frontaliere prima del 17 luglio 2023 rientra nella categoria dei vecchi frontalieri e resta soggetto a imposizione soltanto in Svizzera, secondo il regime precedente.
Chi ha iniziato dopo quella data è un nuovo frontaliere. In questo caso l'imposta alla fonte viene prelevata nel Cantone in cui si lavora, ma in misura ridotta, pari all'80 per cento delle aliquote ordinarie. Il reddito va poi dichiarato in Italia e assoggettato all'Irpef secondo le aliquote nazionali, con la detrazione di quanto già versato in Svizzera. Il carico complessivo dipende quindi anche dalla fiscalità italiana.
I lavoratori che rientrano nell'accordo non possono più chiedere la tassazione ordinaria in Svizzera.
La zona dei venti chilometri
Per essere considerati frontalieri ai sensi dell'accordo bisogna risiedere in un comune il cui territorio si trova entro venti chilometri dal confine e rientrare ogni giorno al proprio domicilio. Il 23 dicembre 2023 le autorità dei due Paesi hanno definito congiuntamente l'elenco dei comuni di confine che soddisfano questo criterio.
L'elenco ha creato una categoria intermedia, quella dei residenti nei cosiddetti nuovi comuni di confine, cioè località entrate nella zona con la nuova definizione. La loro posizione fiscale ha richiesto chiarimenti successivi da parte delle amministrazioni.
Chi non rientra nella definizione di frontaliere dell'accordo, per esempio perché abita oltre i venti chilometri o non rientra ogni giorno, resta soggetto alle regole generali dell'imposta alla fonte e della convenzione contro le doppie imposizioni. La Divisione delle contribuzioni mette a disposizione un simulatore per verificare in quale categoria si ricade.
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