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Sondaggio: il no prevale sulle iniziative su neutralità e alimentazione

A tre settimane dal voto del 27 settembre, un sondaggio gfs per la SSR indica che le iniziative sulla neutralità e sull'alimentazione sarebbero entrambe respinte. L'opposizione si è rafforzata nelle ultime settimane in entrambi i casi.

di Redazione 16 settembre 2026 3 min di lettura

Il 27 settembre gli svizzeri voteranno su due iniziative popolari, una sulla neutralità e una sull'alimentazione. Il sondaggio realizzato dall'istituto gfs di Berna per conto della SSR, condotto tra il 2 e il 9 settembre su 12'196 aventi diritto di voto, indica che entrambi i testi sarebbero respinti se si votasse oggi. Il campione, raccolto telefonicamente, è stato integrato con i lettori dei siti della SSR, tra cui rsi.ch, per garantire una base sufficiente anche in Svizzera romanda e italiana.

L'iniziativa sulla neutralità, promossa da Pro Svizzera e da esponenti dell'UDC, raccoglieva il 34% dei favori a inizio settembre, contro il 42% rilevato il 9 agosto. I contrari erano al 63%, gli indecisi solo il 3%. L'elettorato si è anche maggiormente schierato: l'83% ha ormai un'opinione definita, contro il 73% di agosto. Secondo gli autori del sondaggio, solo una mobilitazione massiccia dei sostenitori, con un'inversione di tendenza per ora non visibile, potrebbe ancora cambiare l'esito del voto.

Il sostegno resta maggioritario tra gli elettori dell'UDC, al 77% pur in calo di 9 punti, mentre tra gli indipendenti la tendenza si è ribaltata a favore del no. Negli altri partiti l'opposizione è netta: 96% tra chi vota Verdi liberali, 92% tra i socialisti, 88% tra i Verdi. Il no prevale anche tra chi ha fiducia nel Governo e nella Svizzera tedesca e francese. La Svizzera italiana fa eccezione: i favorevoli restano in vantaggio di misura, 48% contro 47%, anche se non raggiungono più la maggioranza assoluta come ad agosto. Al momento non c'è gruppo sociale, regione linguistica, fascia d'età o di reddito in cui il testo superi il 50% di consensi.

L'iniziativa sull'alimentazione

Anche l'iniziativa sull'alimentazione, promossa dall'attivista Franziska Herren e dall'associazione Acqua pulita per tutti, perde terreno. I favorevoli sono scesi al 33% dal 47% di un mese prima, mentre i contrari sono saliti dal 49 al 64%. Gli indecisi sono al 3%. In questo caso l'opinione pubblica si è già consolidata: il 71% degli interpellati ha un'idea definita.

Solo tra i simpatizzanti dei Verdi il testo mantiene una maggioranza netta, al 78%. Socialisti e Verdi liberali, più favorevoli un mese fa, sono ora scesi sotto il 50%. Anche tra i giovani, il gruppo più incline a sostenere l'iniziativa, l'adesione è calata di 15 punti, dal 54 al 39%. Nella Svizzera romanda i favorevoli sono al 38%, appena sopra il 37% della Svizzera italiana. Neppure nelle città, dove il sostegno è più alto, i sì superano il 34%.

Gli argomenti a favore restano comunque condivisi da buona parte degli interpellati: il 78% ritiene che cambiamento climatico e inquinamento minaccino le risorse di acqua potabile, mentre il 71% giudica insufficiente la produzione alimentare svizzera. Guadagnano invece consenso le obiezioni: cresce chi giudica irrealizzabile l'obiettivo di un'autonomia alimentare al 70% in dieci anni e chi teme che limiti troppo rigidi frenino gli investimenti e alzino i costi.

La partecipazione al voto è stimata al 49%, sopra la media di lungo periodo del 47,4%. Il sondaggio non permette di valutare l'esito nei singoli cantoni, un dato rilevante perché le iniziative richiedono la doppia maggioranza di popolo e cantoni.

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