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Frodi ai sussidi sociali, come il Cantone individua gli abusi

Nel 2025 l'Ispettorato sociale ha verificato 114 segnalazioni e accertato 64 abusi alle prestazioni assistenziali. La responsabile del settore spiega come nascono i controlli e cosa succede quando una frode viene confermata.

di Redazione 28 settembre 2026 2 min di lettura

Nel 2025 l'Ispettorato sociale della Sezione del sostegno sociale del Cantone ha ricevuto 110 segnalazioni e concluso 114 verifiche legate a possibili frodi nelle prestazioni assistenziali. In 64 casi, il 56% del totale, è stato accertato un abuso effettivo, con conseguenti provvedimenti amministrativi. Trenta di questi casi sono stati trasmessi al Ministero pubblico.

Gli abusi confermati corrispondono a circa l'1,2% dei beneficiari complessivi delle prestazioni assistenziali, come precisato dalla Sezione del sostegno sociale. Il dato riguarda solo i casi accertati e non permette di stimare quanto sia diffuso il fenomeno nel suo insieme.

Francesca Gaudenzi, capa dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, spiega come si arriva a un controllo. Le verifiche possono partire da una segnalazione esterna oppure da elementi che emergono durante la gestione ordinaria delle pratiche. I segnali più frequenti sono informazioni incoerenti con quanto dichiarato dal beneficiario, cambiamenti nella situazione economica o familiare non comunicati, oppure dubbi sorti durante l'istruttoria.

Chiunque può segnalare un caso sospetto, anche tramite un formulario disponibile sul sito del Cantone. Ogni segnalazione viene valutata singolarmente: l'Ispettorato controlla se è di sua competenza e se ci sono elementi sufficienti per procedere. Non tutte le segnalazioni portano a un procedimento, e non tutte le verifiche si concludono con un abuso accertato: in alcuni casi la situazione viene semplicemente regolarizzata.

Chi indaga e cosa succede dopo

L'istruttoria è condotta dall'Ispettorato sociale, che può richiedere dati a Comuni, polizie comunali e cantonale, Ufficio dell'ispettorato del lavoro, autorità giudiziarie e altri uffici dell'amministrazione cantonale. Secondo la complessità del caso, si può arrivare a colloqui con le persone coinvolte o a verifiche sul territorio. I tempi variano molto: alcune verifiche si chiudono in poco tempo, altre richiedono mesi.

Quando l'abuso è confermato, l'autorità può rivedere o interrompere la prestazione e imporre una sanzione con l'obbligo di restituire quanto percepito indebitamente. Se emergono elementi che fanno pensare a un reato, il caso passa al Ministero pubblico.

Le tipologie di abuso più frequenti nel 2025 riguardano redditi da lavoro non dichiarati e irregolarità nella composizione del nucleo familiare su cui si calcolano le prestazioni. Gaudenzi precisa che non esiste un profilo tipico di chi froda il sistema: l'attenzione dell'Ispettorato è sui fatti emersi dalle verifiche, non sulle caratteristiche delle persone coinvolte.

Per motivi di privacy, chi segnala un caso non riceve un riscontro sull'esito della verifica.

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