Svizzera Bilaterali III
Bilaterali III, Cassis: l'obiettivo resta raggiungibile
Il Consiglio degli Stati ha deciso che il nuovo pacchetto di accordi con l'UE dovrà passare dal referendum obbligatorio. Il consigliere federale Ignazio Cassis si dice comunque fiducioso sul sostegno di popolo e cantoni.

Il Consiglio degli Stati ha deciso che il nuovo pacchetto di accordi bilaterali con l'Unione europea dovrà essere sottoposto a referendum obbligatorio. La decisione, presa con 23 voti contro 17 e 3 astensioni, significa che l'accordo dovrà ottenere la doppia maggioranza di popolo e cantoni per entrare in vigore. Il tema passa ora all'esame del Consiglio nazionale.
Con questa scelta la Camera dei Cantoni si è distanziata dalla posizione del Consiglio federale, che si era più volte espresso a favore di un referendum facoltativo per i trattati internazionali.
Interpellato dalla RSI, il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri, ha descritto il risultato come positivo. Ha detto che il voto non corrisponde esattamente a quanto auspicato dal Governo, ma che la discussione sull'equilibrio tra democrazia e federalismo era prevista. Ha definito il dibattito in Consiglio degli Stati di alta qualità, durato sei ore e capace di approfondire i fondamenti della Confederazione.
Il sostegno dei cantoni
Secondo Cassis, i Bilaterali III restano sulla buona strada nonostante il doppio referendum, perché il pacchetto può comunque ottenere l'appoggio di popolo e cantoni. Il consigliere federale ha però ammesso che sarà necessario un lavoro più intenso per spiegare il contenuto dell'accordo, in particolare verso i cantoni piccoli che si sentono lontani da questi temi perché non hanno un tessuto industriale comparabile a quello di Zurigo, dell'arco lemanico o della Svizzera orientale.
Nel dibattito alla Camera dei Cantoni si è manifestata l'opposizione dell'Unione democratica di centro, insieme a una parte del Centro e del Partito liberale radicale. Cassis ha riconosciuto la legittimità di queste posizioni, ricordando però che la decisione finale spetterà al popolo e, eventualmente, ai cantoni.
Il consigliere federale ha invitato ad attendere il dibattito al Consiglio nazionale per farsi un'idea più precisa degli orientamenti politici sul dossier. Ha previsto che la dinamica all'interno della Camera del popolo sarà diversa da quella vista al Consiglio degli Stati, dove ha pesato molto la logica cantonale e federalista.
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