Svizzera Fisco vodese
Vaud taglia le imposte del 12%, il Governo cerca ora i risparmi
Gli elettori vodesi hanno approvato una riduzione del 12% delle imposte cantonali su reddito e sostanza, pari a 272 milioni di franchi in meno di entrate. Il Governo ha tre mesi per indicare dove intervenire nel bilancio 2027, mentre sindacati e Comuni chiedono di essere coinvolti nelle scelte.

Gli elettori del canton Vaud hanno approvato un'iniziativa che riduce del 12% le imposte cantonali su reddito e sostanza delle persone fisiche. Il taglio, in vigore dal 1° gennaio, si traduce in un mancato gettito stimato in 272 milioni di franchi l'anno per le casse cantonali.
I promotori dell'iniziativa hanno assicurato che le prestazioni pubbliche non verranno toccate. Diversi attori istituzionali si preparano comunque a un possibile ridimensionamento della spesa, in attesa delle scelte del Governo.
Tre mesi per trovare le coperture
Il Consiglio di Stato vodese ha davanti a sé tre mesi per costruire il bilancio 2027 e indicare dove intervenire a fronte del calo di entrate. L'esecutivo si è dato due settimane per presentare le sue proposte al Parlamento cantonale.
Tra i soggetti più esposti figurano le istituzioni medico-psico-sociali. Il loro presidente, Jean-Luc Andrey, chiede di essere coinvolto per tempo nelle decisioni: “Nel 2025-2026 siamo stati messi davanti al fatto compiuto, il giorno stesso della presentazione del bilancio. Non vogliamo che si ripeta: chiediamo di essere consultati, qualunque sia la decisione sulle nostre istituzioni”.
Anche i Comuni vodesi seguono con attenzione lo sviluppo della vicenda, perché gestiscono direttamente molti servizi ai cittadini. Chantal Weidmann-Yenny, presidente PLR dell'Unione dei Comuni vodesi, segnala il rischio che il calo di entrate cantonali ricada sui bilanci comunali: “Non vorrei che fossero i Comuni a colmare il deficit di entrate”. Weidmann-Yenny indica la necessità di un lavoro congiunto tra Cantone e Comuni, ad esempio sulla regolamentazione per la realizzazione di infrastrutture e sulla questione degli alloggi.
Sul fronte sindacale, la SSP Vaud si dice pronta alla mobilitazione se il taglio fiscale dovesse tradursi in una riduzione dei servizi. La segretaria sindacale Catherine Friedli avverte: “Se taglieranno, risponderemo con la mobilitazione. Già adesso mancano i mezzi per garantire il funzionamento dei servizi pubblici, sia in termini di qualità sia di condizioni di lavoro del personale”. L'assemblea del personale della funzione pubblica è fissata per l'8 ottobre, in piena campagna per le elezioni cantonali di febbraio, quando i vodesi rinnoveranno Parlamento e Governo.
Resta aperta la questione di fondo: come il Cantone intenda conciliare un fisco più leggero per famiglie e contribuenti con il mantenimento dei servizi pubblici attuali, e quali margini di efficienza nella spesa cantonale permetteranno di assorbire il minor gettito senza nuovi oneri per Comuni e imprese.
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