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Uzwil chiude la piscina comunale per risparmiare acqua potabile

Il comune sangallese anticipa di due settimane la chiusura della struttura all'aperto. Il risparmio stimato arriva a 150'000 litri al giorno, quanto consumano circa mille persone.

di Redazione 13 agosto 2026 3 min di lettura

Il comune di Uzwil, nel Cantone di San Gallo, chiude la piscina all'aperto con due settimane di anticipo. La struttura avrebbe dovuto restare aperta fino a fine mese e abbasserà invece le serrande già da domenica. La decisione, spiega il municipio in una nota, serve a ridurre il consumo di acqua potabile in una situazione descritta come al limite.

L'approvvigionamento di acqua potabile e antincendio è sotto pressione in tutta la regione. In alcuni quartieri il consumo si è quadruplicato durante l'ondata di caldo delle ultime settimane. La rete locale non riesce più a soddisfare la domanda e il comune ha già dovuto chiedere sostegno al consorzio regionale di distribuzione.

Gli appelli al risparmio rivolti alla popolazione sono stati ripetuti più volte senza ottenere l'effetto sperato. È questo il motivo per cui l'esecutivo è passato da una raccomandazione a una misura vincolante.

Quanto pesa la chiusura

Il risparmio stimato è compreso tra 50 e 150 metri cubi al giorno, cioè fino a 150'000 litri. È una quantità che copre il fabbisogno quotidiano di circa mille persone. La piscina praticava prezzi contenuti, un franco fino ai sedici anni e 4 franchi e 50 per gli adulti.

Il municipio avverte che potrebbero seguire ulteriori restrizioni se la situazione non migliorerà. Il peso maggiore sui consumi non viene però dagli impianti pubblici: due terzi dell'acqua utilizzata a Uzwil finisce nelle abitazioni private.

Per questo le autorità hanno ribadito le raccomandazioni già diffuse. Chiedono di non lavare l'automobile, di non riempire le piscine private e di non irrigare i prati.

Il caso di Uzwil non è isolato. In Ticino diversi comuni hanno introdotto nelle scorse settimane gradi di siccità con limitazioni all'uso dell'acqua potabile, e la discussione sulla priorità tra usi domestici, agricoli ed energetici è aperta anche a livello federale. La chiusura di un impianto di svago per garantire l'acqua di rubinetto indica quale ordine di priorità viene applicato quando la rete non basta più.

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