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Cultura Cinema svizzero

Petra Volpe porta a Locarno la cura dentro il carcere

«Frank & Louis» racconta un ergastolano che assiste un compagno di cella malato di demenza. È il primo film in inglese della regista svizzera.

di Brenno 11 agosto 2026 3 min di lettura Locarnese

Frank sconta l'ergastolo per omicidio. Louis divide con lui la cella e sta perdendo la memoria. Quando Frank comincia ad assisterlo non lo fa per bontà: un incarico del genere può pesare positivamente davanti alla commissione che decide sulla libertà condizionale. È il punto di partenza di Frank & Louis, il film di Petra Volpe presentato al Locarno Film Festival con Kingsley Ben-Adir e Rob Morgan.

La regista svizzera dice di non aver cercato questa storia: è stata la storia a trovare lei. Gliela portò la cosceneggiatrice Esther Bernstroff, che le raccontò di un programma attivo in un carcere della California, dove alcuni detenuti si occupano dei compagni affetti da demenza. Chi svolge quel compito indossa un gilet giallo e viene chiamato Gold Coat. L'idea risale a oltre dieci anni fa e precede quindi L'ultimo turno, il film sul turno di notte di un'infermiera che aveva portato Volpe all'attenzione internazionale.

Il collegamento fra i due lavori è evidente e non è tematico soltanto. In entrambi i casi il centro è il lavoro di cura svolto in condizioni che lo rendono quasi impossibile, e da persone a cui nessuno lo riconosce come tale. Nel carcere quella condizione è estrema: chi assiste non ha formazione, non ha strumenti, non ha orari, e resta comunque un detenuto.

Evitare la redenzione facile

Rob Morgan ha spiegato di aver scelto il progetto proprio perché non somiglia al film carcerario abituale: mostra vulnerabilità dentro un ambiente costruito per punirla. Kingsley Ben-Adir ha detto di essere stato colpito dalla lettura della sceneggiatura, apparentemente semplice ma piena di sfumature.

Il film segue la trasformazione interiore di Frank man mano che il rapporto con Louis si approfondisce, ma evita il sentimentalismo della redenzione. La differenza conta, perché la scorciatoia narrativa sarebbe stata a portata di mano e avrebbe reso il carcere un luogo dove la sofferenza serve a migliorare qualcuno. Qui la sofferenza non serve a niente: resta un fatto da attraversare.

Frank & Louis è la prima regia in lingua inglese di Volpe. Le riprese principali si sono svolte in un carcere inglese vuoto, alcune scene secondarie a Winterthur, e alla produzione hanno partecipato otto Paesi.

Sullo sfondo resta una questione che il film non affronta in modo diretto ma che pone comunque. Nei sistemi penitenziari occidentali la popolazione detenuta invecchia, e con l'invecchiamento arrivano patologie che una struttura pensata per la custodia non sa gestire. Il programma californiano da cui nasce la storia è una risposta nata dal basso a un problema che nessuno ha progettato di affrontare.

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