Vai al contenuto
il Cantonale

Giornale digitale indipendente della Svizzera italiana

Cantone Perequazione finanziaria

Perequazione, il Gran Consiglio respinge la proposta di un nuovo studio

Il Gran Consiglio ha respinto la proposta dei mozionanti di commissionare un nuovo studio sulla perequazione. Berna ha già indicato che il sistema attuale non sarà toccato almeno fino al 2030.

di Gottardo 6 ottobre 2026 2 min di lettura
Veduta di Bellinzona, capoluogo del Cantone Ticino.
Veduta di Bellinzona, capoluogo del Cantone Ticino. Immagine d'archivio Christian David — CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

La maggioranza del Gran Consiglio, approvando il rapporto, ha respinto la proposta dei mozionanti. Il tema è la perequazione finanziaria tra cantoni: per correggerla non bastano le lamentele, serve precisione tecnica.

Le mozioni sono state presentate due anni fa da Avanti con Ticino e Lavoro e tredici anni fa dall'allora granconsigliere socialista Bruno Storni.

Il Ticino è però un cantone beneficiario. Perché, allora, c'è malcontento?

Secondo Ivo Durisch, capogruppo del Partito socialista, si va verso una situazione strutturale. Alcuni cantoni accumulano ricchezza, mentre il Ticino perde velocità.

Il sistema, secondo le critiche, non legge correttamente le specificità ticinesi. In particolare, la forte presenza di frontalieri farebbe apparire il Cantone più ricco di quanto sia realmente. Da qui la richiesta di un nuovo sistema di calcolo.

Berna ha però già indicato che il sistema attuale non sarà toccato almeno fino al 2030. La posizione ha suscitato la reazione del Consiglio di Stato.

Il nodo dei parametri

Amalia Mirante, granconsigliera di Avanti con Ticino e Lavoro, ricorda che la perequazione è «una questione tecnica». Anche la modifica di un solo parametro, osserva, può spostare milioni da un cantone all'altro. Per questo la proposta è commissionare uno studio specifico.

Chi si oppone sostiene invece che le analisi siano già state compiute e il problema individuato. Secondo questa posizione è ora di passare all'azione politica.

Alessandro Speziali, granconsigliere del Partito liberale radicale, afferma che i documenti sono sul tavolo del Consiglio federale. Secondo Speziali, sulla modifica proposta si è già formata una maggioranza dei cantoni. Le analisi vanno verificate e aggiornate quando necessario, ma la priorità è trasformare il sostegno raccolto in una decisione.

Anche il Consiglio di Stato guarda con preoccupazione ai rapporti di forza tra cantoni, che sembrano destinati ad accentuarsi nei prossimi anni. Il Ticino non figura tra i pesi massimi.

Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia, teme che anche nel 2030 il Ticino possa restare a mani vuote. Secondo Vitta, «stiamo entrando in una fase di risorse che scarseggiano». L'invito è quindi proseguire il lavoro, con la consapevolezza che «non sarà facile ottenere grandi modifiche anche nel 2030».

Dal dibattito non emergono il costo dello studio richiesto né i tempi necessari per concluderlo. Quali parti delle analisi esistenti vanno ancora verificate?

Commenti

Nessun commento

Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.

Lascia un commento