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Lido San Domenico, due concorsi del Municipio di Lugano fanno discutere

Il Municipio di Lugano ha pubblicato due concorsi per il Lido San Domenico, uno per la gestione della buvette e uno che include anche la ristrutturazione. Cittadini, artisti e politici temono che la storica struttura perda il carattere di luogo libero e accessibile a tutti.

di Redazione 5 ottobre 2026 3 min di lettura Luganese
Veduta dello stabilimento balneare Lido San Domenico.
Veduta dello stabilimento balneare Lido San Domenico. Immagine d'archivio Pajbr — CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Il Lido San Domenico è molto più di uno stabilimento balneare. Per quasi dieci anni la buvette è stata in mano a uno storico duo. Il Municipio di Lugano ha pubblicato due concorsi distinti, che si chiuderanno tra pochi giorni. Il primo riguarda la nuova gestione della buvette. Il secondo include anche la ristrutturazione degli spazi, grazie a un partenariato pubblico-privato con un investitore esterno.

Nina Pusterla, capogruppo del Partito socialista in Consiglio comunale, teme la perdita di «un luogo libero, accessibile a tutti, di aggregazione». Nella forma assunta da una decina d'anni, il Lido ha permesso anche varie iniziative musicali, artistiche e culturali. Pusterla ha presentato un'interpellanza al Municipio, di cui è prima firmataria, sottoscritta anche da esponenti di altri partiti.

Già due anni fa una mobilitazione aveva convinto la Città a prolungare la concessione all'attuale gerenza. È la seconda volta che il futuro del Lido raccoglie la solidarietà dei cittadini, e la prima risale al 2024. Una nuova petizione ha raccolto 4'000 firme.

Perché due concorsi

Il vicesindaco Roberto Badaracco afferma che il Municipio si è lasciato «piena libertà di scelta». Il Municipio vedrà quanti candidati si propongono solo per la gerenza e quanti anche come investitori. Il concorso per gli investitori, spiega, risponde alla situazione economica della Città: se un investitore dà una mano, la Città risparmierebbe quei soldi. Il Municipio, in base ai risultati, sceglierà quale dei due concorsi privilegiare. L'altro sarà annullato.

Nina Pusterla chiede di rivedere entrambi i concorsi. Non si capisce bene, spiega, perché siano stati separati. Soprattutto, per lei, quello più importante, che ha durata decennale e chiede l'intervento di privati per progettare il rinnovamento del Lido, è stato affidato all'esterno. «Per quale ragione la città non ha scelto di investire dei soldi propri?»

Pusterla teme inoltre che arrivino operatori mossi da logiche commerciali e di indotto economico. Badaracco replica che una fascia di popolazione ama questo posto per le proposte che vi si fanno, e che questo andrebbe tutelato. Il Municipio, aggiunge, non dovrebbe considerare solo «questioni economiche, di profitto».

Il tema va oltre il Lido. A Lugano chiuderà anche lo spazio L'Ove. C'è una richiesta chiara di spazi, ma quelli che ci sono vengono meno. Badaracco dice che se ne parla da molti anni e che trovare spazi non è facile. Ancora più difficile, aggiunge, è trovare una condivisione in Municipio, anche a livello di forze politiche. Tra le soluzioni allo studio ci sono la parte nuova dell'ex macello e l'ex scuola di sartoria.

Al Lido si è svolto anche un confronto sul futuro dei luoghi in cui la cultura indipendente può esprimersi. Artisti, semplici cittadini e politici hanno chiesto alla Città di rivedere i piani che prevedono un cambio di gestione. Il musicista Leo Pusterla, ai microfoni del Quotidiano, dice che i gestori hanno ampliato la programmazione e creato un luogo dove pubblico e artisti si ritrovavano insieme: «Questo era il fertilizzante primo per la creazione anche di nuovi progetti».

Olmo Cerri, dell'associazione Idra, sottolinea che ci sono tante promesse e idee, ma che finora nessuno si assume «la responsabilità, concretamente, di mettere a disposizione degli spazi». Nei prossimi mesi si vedrà se il bisogno espresso dalla popolazione peserà sulle scelte del Municipio.

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