Svizzera Fotovoltaico alpino
Pannelli solari alpini, solo 4 progetti su 30 in costruzione
Il Solar Express, il programma federale che sostiene il fotovoltaico alpino, procede più lentamente del previsto. In Ticino sono in corso due progetti, sul Monte Tamaro e in Leventina.

La prima grande centrale solare alpina della Svizzera ha iniziato a produrre energia. È l'impianto di Sedrun Solar, nel comune grigionese di Tujetsch, in Surselva, realizzato finora per circa metà della sua estensione prevista. Una volta terminato, dovrebbe fornire elettricità a circa 6'500 economie domestiche.
A quasi 2'000 metri di altitudine, i pannelli approfittano di condizioni di irraggiamento migliori rispetto alla pianura. L'impianto utilizza pannelli bifacciali, pensati per aumentare la produzione invernale captando la luce riflessa dalla neve. Ciril Deplazes, direttore generale di Energia Alpina, la società che gestisce la centrale, ha spiegato che la radiazione catturata sul retro dei pannelli può arrivare a rappresentare un quinto della produzione complessiva quando il terreno è innevato. Nell'ultimo inverno la centrale ha prodotto più energia di quanto stimato.
Il progetto è stato possibile grazie al Solar Express, il programma con cui la Confederazione copre fino al 60% degli investimenti per gli impianti fotovoltaici alpini. Per Sedrun Solar il contributo federale è di circa 50 milioni di franchi, su un investimento complessivo di 87 milioni.
Il bilancio nazionale resta modesto
A livello svizzero, però, i risultati sono lontani dagli obiettivi. Su una trentina di progetti annunciati, solo quattro sono oggi in costruzione. Il Parlamento aveva approvato il Solar Express nel 2022 puntando a coprire circa il 3% del consumo elettrico annuo del paese, soprattutto per rafforzare la produzione invernale. Oggi la Confederazione stima che il contributo reale non supererà l'1%.
Frank Rutschmann, dell'Ufficio federale dell'energia, attribuisce i ritardi alle difficoltà tecniche di costruire in alta montagna: venti forti, accumuli di neve e collegamenti alla rete elettrica spesso lontani dai siti di produzione. Fattori che allungano i tempi e fanno salire i costi oltre le previsioni iniziali.
Anche in Ticino sono previsti due impianti legati al programma. Il più avanzato è il Parco solare alpino Duragno, sul Monte Tamaro, dopo che nel gennaio 2025 il Tribunale amministrativo cantonale aveva annullato l'accordo precedente sull'uso dei terreni patriziali. Lo scorso agosto il diritto di superficie per sessant'anni è stato assegnato a un consorzio guidato da AIL: l'investimento previsto è di circa 46 milioni di franchi e l'impianto potrebbe servire circa 4'000 economie domestiche, in attesa ora della licenza edilizia.
In Leventina è previsto l'Impianto fotovoltaico alpino Pontino, che incontra invece l'opposizione di organizzazioni ambientaliste per la sua ubicazione in un'area paesaggistica protetta. Se superasse questi ostacoli, potrebbe coprire il fabbisogno di circa 3'000 economie domestiche.
Restano aperte domande su chi debba assumersi i costi crescenti di questi impianti e su come si concili la produzione di energia rinnovabile con la tutela di paesaggi alpini sempre più esposti a nuove infrastrutture. Per ora la Confederazione punta soprattutto sugli impianti fotovoltaici sui tetti, un settore che continua a crescere.
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