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Neutralità, quasi nessuno la intende come la intende la Svizzera

A un mese dal voto sull’iniziativa, un confronto con gli altri Stati neutrali mostra dieci modelli diversi. Solo l’Austria ha uno statuto vicino a quello elvetico.

di Redazione 16 agosto 2026 3 min di lettura

L'invasione russa dell'Ucraina e il peggioramento del quadro di sicurezza internazionale hanno messo sotto pressione il principio della neutralità. Con l'adesione alla NATO della Finlandia nel 2023 e della Svezia nel 2024, i Paesi neutrali sono rimasti una decina, stando all'elenco del Dipartimento federale degli affari esteri. Il confronto mostra che sotto la stessa parola convivono realtà molto diverse.

La Svizzera è il Paese neutrale più antico. La sua neutralità è riconosciuta dalle grandi potenze dal Congresso di Vienna del 1815, con origini fatte risalire alla sconfitta di Marignano del 1515 e ai Trattati di Vestfalia del 1648. È permanente, perché vale in pace come in guerra, e armata, perché il Paese deve poter difendere da solo il proprio territorio e il proprio statuto. Il diritto internazionale della neutralità le vieta di partecipare a una guerra, di sostenere militarmente una parte in conflitto e di aderire a un'alleanza militare che possa trascinarla in un conflitto. Non facendo parte dell'Unione europea, dispone inoltre di un margine di manovra più ampio. Il 27 settembre il popolo si esprimerà su un'iniziativa che vuole iscrivere nella Costituzione una definizione più rigorosa di questo principio.

Dieci statuti, dieci storie diverse

In Europa solo l'Austria condivide con la Svizzera uno statuto di neutralità permanente riconosciuto dal diritto internazionale, con un esercito incaricato di difendere il territorio. La sua neutralità è però del 1955 e nacque come condizione posta dall'Unione Sovietica per porre fine all'occupazione del Paese. Dal 1995 Vienna è nell'Unione europea e concilia le due cose con l'astensione costruttiva, che le ha permesso per esempio di non partecipare alle decisioni sulle forniture di armi all'Ucraina.

L'Irlanda non ha uno statuto formalmente riconosciuto: la sua è una tradizione politica legata alla sovranità conquistata dopo l'indipendenza. Non ha mai aderito alla NATO, ma dagli anni Cinquanta partecipa alle missioni di pace dell'ONU e da decenni lascia che gli aerei militari statunitensi facciano scalo a Shannon, una pratica che contrasta con il divieto svizzero di sorvolo opposto agli aerei americani nel conflitto con l'Iran.

Malta ha inserito la neutralità in Costituzione nel 1987, con una formulazione elastica che i governi hanno interpretato in modo pragmatico. Alcuni osservatori la definiscono oggi militarmente neutrale ma politicamente allineata. Il Vaticano fonda la propria neutralità sugli Accordi Lateranensi del 1929, San Marino su una lunga prudenza diplomatica. La Moldavia vieta in Costituzione la presenza di truppe straniere, ma dal 1992 militari russi stazionano in Transnistria. Il Turkmenistan è l'unico Stato la cui neutralità permanente sia stata riconosciuta da una risoluzione dell'Assemblea generale dell'ONU, nel 1995, e la usa anche per giustificare una delle politiche più isolazioniste al mondo. Il Costa Rica, infine, ha proclamato nel 1983 una neutralità non armata e in caso di crisi conta sulla protezione degli Stati Uniti.

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