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Cantone Spopolamento

Onsernone punta su assegni e sussidi contro lo spopolamento

Il Comune del Locarnese, tra i più estesi e meno popolosi del Cantone, ha varato una serie di incentivi economici per trattenere i residenti e attirare famiglie e giovani, tra cui un contributo fino a 5'000 franchi per le coppie che ricorrono alla procreazione medicalmente assistita.

di Brenno 30 agosto 2026 3 min di lettura Locarnese

Nella valle di Onsernone, nel Locarnese, la popolazione continua a calare e a invecchiare. Tra Loco, Russo, Vergeletto e le altre frazioni del Comune unico, nato nel 2016 dalla fusione di nove frazioni, i residenti sono scesi del 10% nell'ultimo decennio. Oggi sono 643, il numero più basso mai registrato. Onsernone è al decimo posto tra i Comuni svizzeri per età media più alta e al sesto per la quota più bassa di residenti sotto i 15 anni.

Il Comune ha una forza finanziaria tra le più basse del Cantone: può investire circa 200'000 franchi all'anno. Il territorio, invece, è tra i più estesi del Ticino: 104 chilometri quadrati, oltre l'80% dei quali coperto da bosco.

Servizi che scompaiono

Il sindaco Andri Kunz, intervistato da SEIDISERA della RSI, indica le cause dell'esodo: mancano un'industria e posti di lavoro, e i servizi si assottigliano. A Loco c'era una banca, oggi resta solo un bancomat. L'ufficio postale è diventato un'agenzia gestita per anni dal Comune, poi dismessa anche quella. Manca soprattutto un'offerta di alloggi in affitto: le case in valle sono per lo più abitazioni secondarie o di vacanza, mentre gli appartamenti disponibili per chi vuole trasferirsi stabilmente sono pochi.

Per rispondere alla crisi, il Municipio ha messo a punto una serie di incentivi: assegni per i nuovi nati, sconti sui trasporti pubblici, sussidi per legna da ardere, pellet e benzina. Nadir Cortesi, capo dicastero Scuole e Sanità, spiega che la strategia deve essere articolata, perché il problema non ha una soluzione unica: l'obiettivo è insieme frenare il calo demografico e attirare nuove persone, in particolare giovani e famiglie.

La misura più originale è l'«assegno vita», un contributo fino a 5'000 franchi per le coppie che devono ricorrere alla procreazione medicalmente assistita per motivi strettamente medici, una spesa che in Svizzera resta interamente a carico delle famiglie. Cortesi la definisce quasi un segnale simbolico verso le autorità cantonali e federali, perché la valle vive già oggi la demografia che attenderà il resto del Paese tra dieci o vent'anni.

L'assegno non è incondizionato: per riceverlo bisogna risiedere a Onsernone da almeno dodici mesi e restare in valle per i dieci anni successivi. Chi se ne va prima deve restituire il contributo.

Resta da vedere se incentivi economici, per quanto articolati, possano bastare da soli a colmare la mancanza di lavoro e di alloggi che spinge le persone ad andarsene, o se la sfida di Onsernone richieda anche un sostegno più deciso da parte del Cantone e della Confederazione.

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