Cantone Politica energetica
'Mendrisio dica quando e come esce dal gas'
I Verdi liberali del Mendrisiotto chiedono alla Città una tabella di marcia pubblica. Nel 2023 il Comune ha consumato 82 gigawattora di gas naturale, oltre il 16 per cento del fabbisogno totale, per 6,4 milioni di franchi l'anno.
I Verdi liberali del Mendrisiotto chiedono a Mendrisio di dire pubblicamente quando e come intende uscire dal gas naturale. La Città porta avanti una strategia energetica dal 2011 e ha in cantiere un progetto di teleriscaldamento regionale, ma secondo l'atto manca una visione pubblica e comprensibile sul futuro della rete del gas e sulle alternative disponibili sul territorio.
I numeri citati danno la dimensione del problema. Nel 2023 il Comune ha consumato circa 82 gigawattora di gas naturale, pari a oltre il 16 per cento del fabbisogno energetico complessivo. La spesa che ne deriva per famiglie e imprese è di 6,4 milioni di franchi all'anno. L'azienda industriale comunale Aim gestisce circa trentadue chilometri di infrastruttura per il gas.
Una tabella di marcia, non un divieto
La richiesta non è di chiudere la rete, ma di pubblicare un percorso: dove conviene portare il teleriscaldamento, dove ha senso passare alle pompe di calore, dove servono altre soluzioni rinnovabili, e con quali tempi. Il riferimento indicato è il piano energetico che Lugano ha adottato di recente. La ragione pratica è che chi deve sostituire una caldaia oggi prende una decisione che dura vent'anni, e senza sapere se la propria via sarà allacciata al teleriscaldamento entro quel periodo sceglie quasi sempre l'opzione già disponibile.
L'argomento economico che i firmatari mettono in evidenza riguarda dove finiscono i soldi. Gas e petrolio sono importati, e la spesa esce dalla regione; il teleriscaldamento, le pompe di calore e gli isolamenti richiedono progettazione, installazione e manutenzione, cioè lavoro per imprese e artigiani locali. Spostare la spesa energetica dalla materia prima all'impianto significa spostarla verso l'economia regionale.
Resta la questione dei trentadue chilometri di rete. Un'infrastruttura del genere ha un costo di ammortamento che i clienti pagano attraverso la tariffa: se il numero di allacciati diminuisce, il costo fisso si ripartisce fra sempre meno utenti e la tariffa sale, il che accelera le uscite. È il motivo per cui la sequenza degli abbandoni conta quanto la loro direzione, e per cui la richiesta di una tabella di marcia riguarda anche chi resterà allacciato più a lungo.
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