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Economia Piazza finanziaria

Lex UBS, la commissione degli Stati prende tempo fino al 31 agosto

La CET-S entra in materia sul progetto del Consiglio federale ma rinvia la decisione sulla copertura delle partecipazioni estere. Studia una variante che usa anche il capitale AT1.

di Gottardo 11 agosto 2026 2 min di lettura

La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati ha rinviato la decisione sul punto più contestato della riforma bancaria: quanto capitale proprio le banche di rilevanza sistemica devono mettere a fronte delle loro partecipazioni all'estero. La norma riguarda in pratica una sola istituzione, UBS, ed è quella che il dibattito pubblico ha ribattezzato Lex UBS.

La commissione è entrata in materia all'unanimità sul progetto del Consiglio federale, quindi non contesta che qualcosa vada fatto. Dopo il crollo di Credit Suisse, scrive, la copertura delle partecipazioni estere degli istituti sistemici va rafforzata. Il disaccordo riguarda il come, e la CET-S dichiara di aver bisogno di più tempo per trovare un equilibrio tra il legittimo bisogno di sicurezza pubblica e l'altrettanto legittima competitività della piazza finanziaria.

La formulazione non è di rito. Una deduzione integrale delle partecipazioni estere dal capitale proprio di base è lo strumento più semplice da scrivere in una legge, ma è anche quello che pesa di più sul bilancio della banca e, di riflesso, sulla sua capacità di competere con istituti soggetti a regole diverse. Il conto lo pagano gli azionisti, ma un requisito tarato male finisce per spostare attività fuori dal Paese senza ridurre il rischio che lo Stato copre.

Accanto alla proposta governativa la commissione sta perciò valutando una variante: dedurre integralmente le partecipazioni estere ricorrendo non solo al capitale primario, il CET1, ma anche al capitale supplementare, gli strumenti AT1. La condizione posta è che quegli strumenti siano in grado di fornire un sostegno stabilizzante in modo tempestivo, cioè che funzionino davvero nel momento in cui servono. È esattamente il punto su cui la crisi di Credit Suisse ha lasciato dubbi.

Prima di decidere la CET-S attende un rapporto delle autorità competenti e dell'Ufficio federale di giustizia sulle formulazioni proposte. I lavori riprendono il 31 agosto, quando la commissione esaminerà anche il messaggio sulla modifica della legge sulle banche relativo al Public Liquidity Backstop, la garanzia statale sulla liquidità.

L'obiettivo dichiarato è sottoporre entrambi gli oggetti al Consiglio degli Stati già nella sessione autunnale. Restano da chiarire i costi effettivi delle diverse varianti per la banca e per il contribuente, e quale delle due riduca davvero la probabilità che la Confederazione debba intervenire una terza volta.

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