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Economia Telecomunicazioni

Sunrise avvia una ristrutturazione, a rischio fino a 450 posti

Sunrise annuncia una profonda ristrutturazione che potrebbe costare fino a 450 posti di lavoro a tempo pieno. La consultazione con i sindacati inizierà in ottobre.

di Gottardo 22 settembre 2026 2 min di lettura

Sunrise ha annunciato lunedì una ristrutturazione che potrebbe portare alla soppressione di fino a 450 posti di lavoro a tempo pieno, su un organico complessivo di 2'900 persone. L'operatore di telecomunicazioni parla di un "profondo riorientamento" delle proprie attività, con l'obiettivo di ottenere risparmi sostanziali a medio termine.

Nel comunicato diffuso dall'azienda, la ristrutturazione viene presentata come una risposta necessaria per anticipare le evoluzioni del mercato e delle tecnologie, e per rafforzare la capacità d'esecuzione operativa e la posizione competitiva di Sunrise. L'entità dei risparmi attesi non è stata per ora resa nota.

La procedura di consultazione con i rappresentanti sindacali inizierà in ottobre. Secondo l'azienda, il personale impiegato nelle rivendite e nel servizio alla clientela dovrebbe essere in gran parte escluso dai tagli. Si tratta del secondo intervento sull'organico in pochi mesi: lo scorso febbraio Sunrise aveva già annunciato il licenziamento di 147 persone.

La reazione sindacale

Il sindacato Syndicom ha condannato duramente l'annuncio, definendolo "un affronto nei confronti del personale". L'organizzazione ha ricordato l'impegno dei dipendenti, che negli ultimi anni hanno accompagnato "numerosi cambiamenti" all'interno dell'azienda.

Syndicom chiede che la consultazione parta rapidamente, in modo da lasciare al personale il tempo di elaborare proposte alternative. Il sindacato si aspetta inoltre che Sunrise valuti tutte le opzioni per limitare i tagli, invece di anteporre unilateralmente gli obiettivi di costo e di rendimento agli interessi dei lavoratori.

Per un'azienda attiva in un mercato delle telecomunicazioni segnato da pressione sui prezzi e investimenti costanti in infrastruttura, il contenimento dei costi resta una leva centrale per restare competitivi. Resta da vedere quanto la procedura di consultazione con i sindacati riuscirà a incidere sul numero finale dei posti soppressi, e se i risparmi attesi si tradurranno in un rafforzamento duraturo dei conti dell'azienda o serviranno solo ad assorbire pressioni congiunturali di breve periodo.

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