Svizzera Bilaterali III
La Commissione affari esteri degli Stati appoggia i Bilaterali III
La Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati raccomanda di approvare il pacchetto di accordi bilaterali III con l'Unione europea. La Camera dei Cantoni deciderà a fine settembre, durante la sessione autunnale.
La Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha concluso l'esame approfondito del pacchetto di accordi bilaterali III tra Svizzera e Unione europea. Il lavoro è durato diversi mesi ed è servito a valutare nel dettaglio i singoli accordi che compongono il pacchetto.
Al termine dei lavori la maggioranza della Commissione raccomanda di votare a favore del testo. Nella valutazione complessiva il voto è stato di 9 pareri favorevoli, 3 contrari e un'astensione. Questa maggioranza sostiene così la stabilizzazione delle relazioni tra Berna e Bruxelles attraverso il nuovo pacchetto di intese.
Il dossier passa ora al plenum del Consiglio degli Stati, che lo discuterà durante la sessione parlamentare autunnale. La Camera dei Cantoni dovrebbe pronunciarsi definitivamente a fine mese, dopo che la Commissione ne ha già vagliato gli aspetti più tecnici.
I nodi del dibattito
Il confronto parlamentare dovrebbe concentrarsi su alcuni punti chiave del pacchetto. Il primo riguarda il recepimento dinamico del diritto europeo da parte della Svizzera. Il secondo è la tutela dei salari svizzeri nel nuovo quadro di relazioni con l'Unione europea. Il terzo è l'introduzione di una clausola di salvaguardia, da attivare in caso di immigrazione eccessiva verso la Svizzera.
Ampio spazio dovrebbe essere dedicato anche alla procedura di voto popolare sui trattati europei. Su questo punto le posizioni in seno al Consiglio degli Stati non coincidono ancora del tutto. Una parte ritiene sufficiente il referendum facoltativo, già previsto per questo tipo di accordi internazionali. Numerosi membri della Camera chiedono invece un referendum obbligatorio, che richiede anche la maggioranza dei Cantoni ed è dunque più difficile da raggiungere rispetto a quello facoltativo.
La scelta tra le due procedure di voto popolare dovrebbe occupare una parte rilevante del dibattito in Consiglio degli Stati, insieme alle altre questioni ancora aperte sul pacchetto di accordi con l'Unione europea.
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