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IVA su del mezzo punto per dodici anni: 24 miliardi per gli armamenti

Il Consiglio federale ha adottato il messaggio per un aumento temporaneo dell'imposta dal 2028. L'aliquota ridotta su alimentari e medicinali resta invariata. Servono il sì del Parlamento e quello del popolo.

di Gottardo 14 agosto 2026 4 min di lettura

Il Consiglio federale ha adottato il messaggio per un aumento temporaneo dell'imposta sul valore aggiunto destinato a finanziare l'armamento dell'esercito. L'aumento durerebbe dodici anni, a partire dal 2028, e dovrebbe fruttare 24 miliardi di franchi. Il progetto deve ancora passare dal Parlamento e dal voto popolare.

L'aliquota normale, oggi all'8,1 per cento, salirebbe di 0,5 punti percentuali. L'aliquota speciale del 3,8 per cento, applicata al settore alberghiero, aumenterebbe di 0,3 punti. L'aliquota ridotta del 2,6 per cento, che vale fra l'altro per le derrate alimentari e i medicinali, resterebbe invariata: una scelta con cui il Governo intende attenuare le ripercussioni sulle famiglie a basso reddito.

A cosa servono i 24 miliardi

Il Consiglio federale motiva la richiesta con il deterioramento della situazione geopolitica in Europa e con le lacune accumulate dall'esercito dopo decenni di misure di risparmio. Secondo il Governo, le carenze di capacità e di equipaggiamento limitano oggi la possibilità di proteggere il Paese in modo efficace.

Dei 24 miliardi, quindici sono destinati all'acquisto di sistemi per difendersi dalle minacce ritenute più probabili: attacchi a distanza, ciberattacchi e minidroni, oltre alla protezione delle infrastrutture critiche. All'interno di questa somma, nove miliardi coprono gli acquisti prioritari e sei miliardi rappresentano un fabbisogno supplementare stimato per un ulteriore sistema di difesa terra-aria e per i costi aggiuntivi del sistema Patriot.

I restanti nove miliardi non comprano nulla di nuovo: servono a compensare l'aumento dei prezzi nel settore degli armamenti, spinti in alto dalla domanda globale. Senza questo adeguamento, sostiene il Governo, nemmeno gli acquisti già decisi potrebbero essere portati a termine nella misura prevista.

Le maggiori entrate confluiranno in un Fondo per gli armamenti, insieme a una parte del bilancio ordinario dell'esercito. Finché il Fondo esisterà, tutti gli acquisti di armamenti saranno finanziati attingendo a esso, con il benestare del Parlamento. Il Fondo potrà indebitarsi fino a un massimo di sei miliardi per versare acconti rapidi e assorbire i picchi di pagamento, ma il debito dovrà essere estinto entro la scadenza dell'aumento dell'IVA, in ossequio al freno all'indebitamento.

Il meccanismo merita attenzione. Un'imposta indiretta colpisce i consumi indipendentemente dal reddito, e mezzo punto di IVA si distribuisce su ogni acquisto quotidiano che non rientri nell'aliquota ridotta. In cambio, il vincolo di destinazione e il limite temporale sono espliciti, e un'eventuale proroga oltre i dodici anni dovrà passare da un nuovo voto popolare.

Resta la domanda che accompagnerà il dibattito parlamentare: se una spesa considerata prioritaria per la sicurezza del Paese debba essere finanziata con un'imposta aggiuntiva o trovando spazio all'interno del bilancio ordinario. La risposta determinerà anche quanto duramente si combatterà la campagna referendaria.

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