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Cultura Ipotesi

Ottomila persone che votano e la verità che pochi condividono

Un esercizio della redazione. In Piazza Grande il pubblico assegna un premio da 30'000 franchi. La domanda con cui Peter Thiel giudica un'idea muove nella direzione opposta.

di Redazione 6 agosto 2026 2 min di lettura

Peter Thiel non è annunciato a Locarno. Questo articolo confronta due modi di stabilire se qualcosa vale, uno usato dal festival e uno descritto in un libro sul capitale di rischio.

In Piazza Grande il pubblico funziona da giuria. Migliaia di spettatori votano il Prix du Public UBS, dotato di 30'000 franchi. Nella serata inaugurale della 79esima edizione erano ottomila davanti allo schermo.

Il criterio di Thiel è opposto. Nei colloqui con gli imprenditori pone una domanda che ha reso nota nel libro «Zero to One», scritto con Blake Masters: quale verità importante pochissime persone condividono con te. Nel suo ragionamento un'idea su cui tutti concordano è già scontata nei prezzi e non produce alcun vantaggio.

Il festival usa entrambi i sistemi

L'opposizione è però meno netta di quanto sembri, perché a Locarno i due meccanismi convivono.

Il concorso internazionale non è deciso dal pubblico. Diciassette film sono selezionati da un gruppo ristretto di programmatori e giudicati da cinque persone, presiedute dal regista belga Fabrice Du Welz. Lo stesso vale per Cineasti del presente, per i Pardi di domani e per il premio alla migliore opera prima, tutti affidati a giurie di tre o cinque membri.

Il voto collettivo interviene in due punti soltanto: la Piazza Grande e, da quest'anno, la sezione Locarno Kids, dove nove film sono giudicati dal pubblico più giovane.

La divisione è coerente. Sui film destinati a un pubblico ampio decide il pubblico. Sulle opere che nessuno conosce decide un piccolo gruppo che se ne assume la responsabilità.

È esattamente la struttura che Thiel descrive per gli investimenti, applicata al contrario. Nel capitale di rischio il piccolo gruppo scommette contro l'opinione comune e poi aspetta che il mercato gli dia ragione. In un festival il piccolo gruppo seleziona contro l'opinione comune e poi consegna il risultato a una piazza che può ignorarlo.

La differenza sta in che cosa accade se la scommessa non paga. Un fondo che sbaglia perde denaro. Un festival che sbaglia perde credibilità, e la credibilità è l'unica cosa che gli permette, l'anno dopo, di far sedere ottomila persone davanti a un film di cui non sanno nulla.

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