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Riuscita l'iniziativa contro le pigioni abusive: 108'437 firme valide

La Cancelleria federale ha convalidato la raccolta promossa dall'Associazione svizzera degli inquilini. Il testo chiede un controllo delle pigioni fondato sui costi effettivi più un reddito limitato.

di Brenno 13 agosto 2026 3 min di lettura

L'iniziativa popolare «Sì alla protezione contro pigioni abusive» è formalmente riuscita. Delle 110'577 firme depositate il 23 giugno, 108'437 sono state riconosciute valide dalla Cancelleria federale, che ne ha dato notizia giovedì. Il testo dovrà ora seguire l'iter ordinario, con il messaggio del Consiglio federale e l'esame delle Camere, prima di arrivare al voto popolare.

L'iniziativa è promossa dall'Associazione svizzera degli inquilini (ASI) ed è sostenuta da un'alleanza che comprende il PS, i Verdi, altre organizzazioni e i sindacati. Propone una modifica della Costituzione che incarichi il Consiglio federale e il Parlamento di istituire un controllo chiaro delle pigioni e di garantire locazioni eque su tutto il territorio.

Il criterio dei costi effettivi

Il punto centrale del testo è il metodo di calcolo. Secondo i promotori le pigioni dovrebbero essere fondate sui costi effettivi sostenuti dal proprietario, ai quali si aggiungerebbe un reddito limitato. Oggi il diritto di locazione consente margini più ampi, e il controllo interviene di regola solo su contestazione del singolo inquilino.

L'ASI sostiene che da troppo tempo i grandi gruppi immobiliari si arricchiscano a spese di chi affitta. L'associazione osserva che gli affitti continuano ad aumentare e che né il Governo né le Camere federali hanno finora agito per correggere la situazione.

Le cifre indicate dai promotori danno la misura di quanto è in gioco. Secondo l'ASI le persone che vivono in affitto pagano in media circa 360 franchi al mese di troppo, per un totale di circa dieci miliardi di franchi trasferiti ogni anno dagli inquilini ai locatori. Sono stime di parte, contestate dalle organizzazioni immobiliari, ma indicano l'ordine di grandezza sul quale si discuterà.

Il tema tocca da vicino anche la Svizzera italiana, dove il peso dell'affitto sui bilanci familiari è cresciuto insieme ai premi di cassa malati e dove la quota di chi vive in locazione resta elevata. La campagna che si aprirà nei prossimi mesi metterà a confronto due letture opposte: chi vede nel controllo delle pigioni una tutela necessaria per i redditi medi e bassi, e chi teme che un tetto ai rendimenti riduca gli investimenti e la costruzione di nuovi alloggi.

Il calendario non è ancora fissato. Le iniziative popolari arrivano di solito alle urne alcuni anni dopo la riuscita formale della raccolta.

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