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Cantone Val Calanca

In Val Calanca la strada riapre dopo quasi due settimane di isolamento

Riaperto a senso unico il tratto tra Molina e Arvigo, chiuso da quasi due settimane da una frana. Durante l'isolamento la popolazione si è spostata in elicottero, mentre le imprese locali contano i danni e la politica chiede la galleria artificiale.

di Brenno 3 settembre 2026 2 min di lettura Grigioni

Dopo quasi due settimane di isolamento causato da una frana, la Val Calanca è di nuovo raggiungibile su strada. Dalle 18.00 di mercoledì il tratto tra Molina e Arvigo è tornato percorribile, anche se con limitazioni: una sola corsia, solo di giorno tra le 6.30 e le 20.30, e possibili brevi attese per i lavori di cantiere ancora in corso.

Per quasi tutto il periodo di isolamento le autorità hanno garantito i collegamenti con voli in elicottero. Daniele Corecco, responsabile del Corpo dei Pompieri Calanca, racconta che a usarne di più sono stati i lavoratori pendolari tra la valle, il Ticino e il resto del Grigioni, insieme a chi doveva fare la spesa. Tra i passeggeri anche Elia, unico studente delle scuole secondarie, trasportato ogni giorno a Roveredo: "Ogni giorno vado in elicottero, è bello".

Per gli allievi delle elementari rimasti in valle la scuola si è riorganizzata su tre sedi diverse. Una studentessa racconta che l'esperienza è stata anche un'occasione per fare lezione insieme a compagni più piccoli, di solito in classi separate.

La richiesta di un intervento definitivo

La dirigente scolastica Eleonora Righetti, che è anche deputata in Gran Consiglio per il Circolo di Roveredo, sottolinea che l'emergenza ha reso ancora più evidente l'urgenza di intervenire sulla strada, un intervento che il parlamento cantonale ha già votato all'unanimità.

L'isolamento ha avuto anche un costo economico per le attività della valle. Igor, gestore del bed and breakfast Ai Cav Calanca, stima di aver perso gli ultimi due weekend di agosto, con il bel tempo e prenotazioni piene: per una piccola impresa come la sua, un quarto o quasi un terzo del fatturato del mese.

Meno pesanti i danni per le cave di Arvigo, che secondo il titolare Giovanni Polti sono riuscite a continuare l'attività trovando soluzioni alternative, anche se il bilancio resta "abbastanza pesante dal punto di vista morale". Per Polti la galleria artificiale resta l'unica soluzione definitiva, anche dal punto di vista della fattibilità economica.

Resta da vedere quali garanzie avranno lavoratori pendolari, famiglie e piccole imprese della valle in caso di nuovi eventi simili, e con quali tempi il Cantone intende dare seguito al voto unanime del Gran Consiglio.

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