Cantone Giustizia
Aperta un'inchiesta per reati sessuali contro il consigliere di Stato Zali
La procura ticinese ha aperto un procedimento penale contro il consigliere di Stato Claudio Zali per reati contro l'integrità sessuale, riferiti a fatti di alcuni anni fa. Il leghista, sentito come imputato, ha respinto ogni accusa.
La procura ticinese ha aperto un nuovo procedimento penale nei confronti del consigliere di Stato Claudio Zali, esponente della Lega dei Ticinesi, per reati contro l'integrità sessuale. Secondo quanto emerso, i fatti contestati risalirebbero ad alcuni anni fa.
L'incarto è stato aperto sulla base delle dichiarazioni rilasciate da una terza persona. Zali è stato recentemente interrogato dagli inquirenti in qualità di imputato e in quella sede ha contestato ogni responsabilità di natura penale.
La lettera al Gran Consiglio
La notizia è confermata da una lettera che il Procuratore generale Andrea Pagani ha inviato all'ufficio presidenziale del Gran Consiglio, il parlamento cantonale ticinese. Il documento, di cui la RSI ha potuto prendere visione, precisa che, visti gli atti istruttori ancora in corso, la procura non fornirà ulteriori informazioni sul caso.
Nella lettera si richiama il segreto istruttorio, che impedisce di rendere pubblici i dettagli dell'inchiesta finché questa resta aperta. Si richiama anche la presunzione di innocenza, per cui Zali non può essere considerato colpevole prima di un'eventuale condanna passata in giudicato. Infine la procura sottolinea la necessità di tutelare la presunta vittima dei fatti contestati, la cui identità non viene resa nota.
Al momento non sono note ulteriori circostanze legate al caso, e la procura non ha indicato tempistiche per la conclusione degli accertamenti.
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