Cantone Cronaca
Ucciso in Repubblica Centrafricana un geologo ticinese
L'uomo è stato rapito e poi ucciso giovedì vicino al villaggio di Gbango-Carrière, a nord di Bangui. La procura centrafricana ha confermato lunedì la sua identità e ha aperto un'inchiesta.
Il geologo ucciso giovedì nella Repubblica Centrafricana era ticinese. L'identità è stata confermata lunedì dalla procura locale.
L'aggressione è avvenuta nei pressi del villaggio di Gbango-Carrière, a 55 chilometri a nord della capitale Bangui. In serata alcuni uomini non identificati hanno rapito il geologo insieme a un minatore del posto. Entrambi sono stati poi uccisi. Durante l'attacco è stato preso anche un sergente maggiore dell'esercito centrafricano.
Un collega ha riferito che il geologo stava lasciando il sito quando è caduto nelle mani degli aggressori.
Vent'anni di lavoro nell'esplorazione mineraria
L'uomo lavorava da vent'anni nell'esplorazione di risorse minerarie in diverse parti del mondo. In Brasile aveva contribuito alla scoperta di un importante giacimento aurifero. Aveva poi operato in Angola, Costa d'Avorio, Mali e Sudafrica.
Nell'ultimo anno dirigeva l'esplorazione per una società con sede negli Emirati Arabi Uniti, attiva nell'estrazione dell'oro e nella ricerca di risorse minerarie.
La procura centrafricana ha aperto un'inchiesta. Nessun gruppo armato della regione ha rivendicato l'attacco e le ragioni del gesto non sono ancora chiare. La conferma dell'identità è giunta quattro giorni dopo l'aggressione. Le autorità non hanno precisato quale sia stata la sorte del sottufficiale preso durante l'assalto.
La zona a nord di Bangui ospita attività di estrazione artigianale e industriale. L'incertezza sul movente lascia aperte più ipotesi, dal sequestro a scopo di riscatto a un contrasto legato alle attività minerarie.
L'esplorazione mineraria comporta soggiorni prolungati in siti isolati, spesso distanti dai centri abitati e dai presidi di sicurezza. In questo caso il luogo dell'aggressione si trova a poche decine di chilometri dalla capitale.
Per il Ticino si tratta della morte di un professionista impegnato in un settore che porta spesso tecnici svizzeri in aree instabili. Le informazioni disponibili restano al momento quelle diffuse dalle autorità centrafricane.
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