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Cantone Sicurezza ferroviaria

Galleria del San Gottardo, il TAF boccia le misure sui treni merci

Il Tribunale amministrativo federale ha accolto i ricorsi di diverse aziende europee del settore merci e ha annullato le nuove regole di sicurezza introdotte dopo il deragliamento del 2023. Il dossier torna all'Ufficio federale dei trasporti.

di Redazione 22 agosto 2026 2 min di lettura Bellinzonese

Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha bocciato le misure di sicurezza adottate dall'Ufficio federale dei trasporti (UFT) dopo l'incidente del 2023 nella galleria di base del San Gottardo, la principale via di transito merci tra il nord Europa e il Ticino. Le sentenze, pubblicate venerdì, accolgono i ricorsi presentati da diverse aziende europee attive nel trasporto merci su rotaia.

Le disposizioni contestate erano state emanate dall'UFT nell'autunno del 2025, in seguito al deragliamento di un treno merci avvenuto il 10 agosto 2023 nel tunnel di base. L'incidente, causato dalla rottura di una ruota, aveva provocato danni per circa 150 milioni di franchi e la chiusura di una delle due canne della galleria per oltre un anno.

Tra le misure annullate figuravano l'obbligo di un diametro minimo di 864 millimetri per alcuni tipi di ruote e controlli tecnici periodici dei carri merci al raggiungimento di determinate percorrenze chilometriche. Per l'UFT si trattava di provvedimenti necessari a ridurre il rischio di nuovi incidenti. Le aziende ricorrenti, tra cui proprietari di carri merci e imprese di manutenzione ferroviaria, le avevano invece giudicate sproporzionate, costose e prive di una motivazione tecnica sufficiente.

Una questione di procedura

Il TAF ha accolto i ricorsi soprattutto per motivi formali. Secondo i giudici, le misure dell'UFT contrastavano con le specifiche tecniche europee sull'interoperabilità ferroviaria, vincolanti anche per la Svizzera. Deroghe nazionali sono ammesse, per esempio come misura urgente dopo un incidente, ma vanno notificate all'Unione europea secondo un trattato internazionale e la legge svizzera. L'UFT non ha effettuato questa notifica, rendendo l'ordinanza contraria al diritto.

Il dossier torna ora all'Ufficio federale dei trasporti, che dovrà valutare se e come sia possibile introdurre requisiti nazionali per i carri merci rispettando gli obblighi internazionali e le norme europee sul traffico ferroviario.

La decisione del TAF rischia però di essere già superata dai fatti. Una settimana fa le autorità europee e le imprese del settore avevano annunciato un inasprimento dei controlli sui treni merci, in linea con gli standard chiesti dalla Svizzera. La direttrice dell'UFT, Christa Hostettler, aveva spiegato che Berna si allineerà alle decisioni dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie (ERA), raccomandando al settore di applicarle subito senza attendere la scadenza del 2028.

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