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Il Consiglio costituzionale boccia il divieto dei social agli under 15

La legge doveva entrare in vigore il primo settembre. Macron ha chiesto al governo una riscrittura giuridicamente più solida.

di Redazione 16 agosto 2026 2 min di lettura

Il Consiglio costituzionale francese ha respinto la legge che vietava l'accesso ai social network ai minori di quindici anni. Il testo doveva entrare in vigore il primo settembre.

I giudici hanno stabilito che il divieto viola in modo non adeguato, non necessario e non proporzionato la libertà di espressione e di comunicazione dei minorenni. La formula richiama il test classico del controllo di proporzionalità: una restrizione dei diritti deve essere idonea allo scopo, indispensabile e commisurata al risultato che intende ottenere. Secondo il Consiglio la legge non superava nessuno dei tre passaggi.

Il provvedimento riguardava le principali piattaforme utilizzate dagli adolescenti, fra cui TikTok, Snapchat, X, Instagram, YouTube, WhatsApp e Messenger. Era uno dei punti su cui Emmanuel Macron aveva investito di più nella comunicazione politica dell'ultimo anno.

La riscrittura entro la primavera

Il presidente ha incaricato il primo ministro Sébastien Lecornu di lavorare a una riscrittura giuridicamente robusta della legge nel più breve tempo possibile, con l'obiettivo di arrivare a un nuovo testo entro la primavera del 2027. Il ricorso al Consiglio costituzionale era stato depositato dai deputati socialisti e della sinistra radicale della France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.

La difficoltà tecnica resta la stessa che ha bloccato provvedimenti analoghi in altri Paesi: verificare l'età degli utenti senza costruire un sistema di identificazione generalizzata che raccolga documenti d'identità di tutti, minorenni e adulti. È il punto su cui l'Australia ha scelto di procedere comunque e su cui l'Unione europea sta valutando strumenti di verifica che non trasmettano l'identità alla piattaforma.

In Svizzera non esiste un divieto di questo tipo. La legge sulla protezione dei minori nei settori del film e dei videogiochi, entrata in vigore nel 2025, prevede sistemi di verifica dell'età per contenuti specifici, mentre l'accesso ai social resta regolato dalle condizioni contrattuali delle piattaforme.

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