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Cantone Frana del Cengalo

Frana del Pizzo Cengalo: prosciolti tutti e cinque gli imputati

Il Tribunale della Regione Maloja ha assolto dall'accusa di omicidio colposo plurimo i cinque imputati per la frana del 2017 che uccise otto persone in Val Bondasca, nei Grigioni. Tra loro l'allora sindaca di Bregaglia Anna Giacometti, oggi consigliera nazionale.

di Redazione 5 settembre 2026 3 min di lettura Grigioni

Il Tribunale della Regione Maloja ha prosciolto i cinque imputati processati per la frana del Pizzo Cengalo, che nel 2017 uccise otto persone in Val Bondasca, nel comune di Bregaglia, nei Grigioni. La sentenza è stata pronunciata oggi a Pontresina.

Tra gli imputati figurava anche Anna Giacometti, all'epoca sindaca di Bregaglia e oggi consigliera nazionale del PLR. Con lei erano sotto processo un geologo esterno, un collaboratore comunale e due funzionari dell'Ufficio cantonale foreste e pericoli naturali. L'accusa era di omicidio colposo plurimo.

Secondo la procura, la frana era in una certa misura prevedibile e le autorità non avevano agito di conseguenza, ad esempio chiudendo i sentieri escursionistici nella zona a rischio.

Nessun segnale di allarme

Il tribunale ha stabilito che nelle settimane precedenti al crollo non c'erano prove di segnali che facessero presagire un evento di quella portata. Gli imputati, quindi, non hanno omesso per negligenza di adottare misure di sicurezza, come la chiusura dei sentieri.

Sulla posizione di Giacometti, la corte ha osservato che l'ex sindaca non è geologa e doveva perciò affidarsi alle valutazioni di esperti. Secondo la giudice, non disponeva delle conoscenze specialistiche necessarie per valutare la situazione di pericolo. Il tribunale ha anche messo in dubbio che l'atto d'accusa fosse sufficiente.

Le difese avevano sostenuto che l'attività franosa della montagna non era aumentata in modo significativo nei giorni precedenti il disastro: l'incremento dei crolli si è registrato solo nei quindici minuti prima della frana. Gli escursionisti in Val Bondasca, secondo le difese, erano comunque informati dei pericoli tramite i segnali posti all'entrata della valle e presso le capanne Sciora e Sasc Furä.

Un elemento controverso del processo ha riguardato la perizia del geologo vodese Thierry Oppikofer, su cui si basava l'accusa. Durante un interrogatorio all'inizio dell'anno, l'esperto avrebbe relativizzato alcune conclusioni, avvicinandosi ad altre perizie favorevoli agli imputati.

Urban Maissen, capo dell'Ufficio grigionese foreste e pericoli naturali, ha dichiarato di essere sollevato per il fatto che sia stata pronunciata una sentenza di prima istanza e che gli imputati siano stati prosciolti. Maissen ha anche espresso vicinanza a chi ha perso i propri cari nella tragedia.

Il crollo del 23 agosto 2017, un distacco di 3,1 milioni di metri cubi di roccia dal Pizzo Cengalo, travolse otto escursionisti in Val Bondasca. La frana raggiunse il fondovalle e i villaggi di Bondo, Spino, Sottoponte e Promontogno. Una trentina di edifici furono distrutti e circa 150 persone dovettero lasciare l'area per diverse settimane. I danni superarono i 50 milioni di franchi.

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