Cantone Frana del Cengalo
Frana del Pizzo Cengalo, nove anni dopo si apre il processo a Pontresina
A processo cinque persone per la frana del 2017 che uccise otto escursionisti in Val Bondasca. Secondo una perizia indipendente, le autorità avevano lasciato aperti sentieri a rischio inaccettabile.
Nove anni dopo la frana del Pizzo Cengalo, lunedì si apre a Pontresina il processo per chiarire le responsabilità della tragedia che nel 2017 costò la vita a otto escursionisti. L'atto d'accusa conta 12 pagine.
Davanti alla Corte del Tribunale regionale Maloja compariranno cinque persone: due collaboratori del Cantone, un geologo esterno e due rappresentanti del Comune di Bregaglia. Tra questi ultimi figura l'ex sindaca e attuale consigliera nazionale Anna Giacometti. Tutti sono accusati di omicidio colposo plurimo e restano innocenti fino a un'eventuale sentenza di condanna.
L'accusa
L'accusa si basa su una perizia indipendente firmata dal geologo vodese Thierry Oppikofer. Secondo la perizia, le autorità avevano corso un "rischio inaccettabile" non chiudendo i sentieri escursionistici della Val Bondasca.
Il 23 agosto 2017 una frana si staccò dal Pizzo Cengalo e travolse un sentiero della valle, ricoprendolo con un ammasso di rocce spesso circa 20 metri. Le vittime, originarie di Svizzera, Germania e Austria, si trovavano in quel momento sul percorso. I loro corpi non sono mai stati ritrovati.
Il processo davanti al Tribunale regionale Maloja dovrà ora esaminare, sulla base della perizia di Oppikofer, se le autorità coinvolte abbiano commesso omissioni nella gestione del rischio in Val Bondasca.
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