Vai al contenuto
il Cantonale

Giornale digitale indipendente della Svizzera italiana

Mondo Guerra in Ucraina

Quasi 1'500 droni ucraini sulla Russia in ventiquattro ore

Almeno sei persone sono morte in territorio russo, cinque nella regione di Rostov. Un attacco russo su Odessa ha ferito tre persone.

di Redazione 16 agosto 2026 2 min di lettura

L'Ucraina ha lanciato 1'478 droni e almeno nove missili da crociera contro il territorio russo nell'arco di ventiquattro ore. È l'offensiva più ampia condotta da Kiev con mezzi senza pilota dall'inizio dell'anno.

Il bilancio comunicato dalle autorità russe è di almeno sei morti. Cinque decessi sono avvenuti nella regione di Rostov, nel sud-ovest del Paese, secondo il governatore Yury Slyusar. Una sesta vittima, un uomo di 83 anni, è stata registrata nella regione di Mosca. I media statali russi hanno riferito di interruzioni del traffico aereo e di danni a impianti industriali, senza specificarne il numero.

Nelle stesse ore l'aviazione russa ha colpito la regione di Odessa con droni d'attacco. Tre persone sono rimaste ferite. Le due operazioni si inseriscono nella dinamica di rappresaglia reciproca che caratterizza da mesi la fase aerea del conflitto, con obiettivi concentrati su raffinerie, depositi di carburante e nodi logistici.

Numeri che crescono a ogni ondata

La quantità di velivoli impiegati in una singola notte è aumentata in modo costante nell'ultimo anno da entrambe le parti. Alla fine di luglio le difese russe avevano dichiarato di aver abbattuto 822 droni ucraini in una sola operazione, definendola allora la più massiccia dell'anno. Il dato di questi giorni supera quel livello di oltre il settanta per cento.

L'aumento dipende dai costi. Un drone d'attacco a lungo raggio costa una frazione di un missile da crociera e può essere prodotto in serie in officine di dimensioni ridotte. La difesa contro sciami di questo tipo resta invece costosa, perché impiega intercettori il cui prezzo unitario è molto più alto di quello del bersaglio. È la ragione per cui entrambi i contendenti hanno spostato una parte crescente della produzione bellica su questi sistemi.

I negoziati restano fermi. Francia, Germania e Regno Unito stanno lavorando a un formato che porti l'Europa al tavolo di eventuali colloqui guidati da Washington, per ora senza risposte da Mosca.

Commenti

Nessun commento

Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.

Lascia un commento