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Svizzera Neutralità

Nasce a Soletta un Consiglio della neutralità in vista del voto del 27 settembre

Dodici esponenti di diplomazia, esercito, diritto e ricerca vogliono ricondurre la neutralità al suo significato giuridico. Il primo rapporto chiede al Consiglio federale una presa di posizione sulla perfidia.

di Redazione 9 agosto 2026 2 min di lettura

A Soletta è stato presentato il Consiglio della neutralità, un organismo nato in preparazione della votazione del 27 settembre sull’iniziativa popolare. L’obiettivo dichiarato è ricondurre la neutralità svizzera al suo significato originario, cioè quello di baluardo del diritto internazionale nelle relazioni fra Stati.

Il gruppo fondatore comprende dodici personalità provenienti dalla diplomazia, dalle forze armate, dal diritto e dalla ricerca scientifica. Fra i membri figurano l’ex ambasciatore Jean-Daniel Ruch e il colonnello in pensione Jacques Baud, quest’ultimo sanzionato dall’Unione europea per presunte attività di propaganda.

La tesi centrale dell’organismo è che la sicurezza della Svizzera si fondi sulla tenuta dell’ordinamento giuridico globale, e non soltanto sulla capacità militare del Paese. Il Consiglio dichiara di aderire alla Carta delle Nazioni Unite e al diritto all’autodeterminazione dei popoli. Si oppone invece alle sanzioni e alle misure coercitive unilaterali che non abbiano un mandato del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Il primo rapporto pubblicato dal gruppo si concentra su un punto tecnico del diritto bellico: l’articolo 37 del Primo Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra, che vieta la perfidia negli scontri militari. I fondatori raccomandano al Consiglio federale di assumere una posizione inequivocabile sulla violazione dei principi di buona fede durante i negoziati di pace.

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