Svizzera Finanziamento dell'esercito
Compromesso in commissione per il fondo che finanzierà l'esercito
La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati ha trovato un'intesa sul fondo per l'esercito, alimentato da eccedenze, residui di credito e un aumento dell'IVA. Il testo passa ora alle Camere, che voteranno tra settembre e dicembre.
La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati ha rivisto la proposta del Consiglio federale per finanziare l'esercito e ha trovato un'intesa. La presidente della commissione, Eva Herzog, ha parlato di un “classico compromesso”, frutto di concessioni da parte di tutti gli schieramenti.
L'impianto generale ricalca quello proposto dal Governo. È previsto un fondo ad hoc per l'esercito, autorizzato a indebitarsi per anticipare gli investimenti già a partire dal 2027. Il fondo sarebbe alimentato dal miliardo di eccedenze previsto per il 2026, da 500 milioni all'anno provenienti dai residui di credito e da un aumento dell'IVA di 0,2 punti percentuali, che porterebbe altri 800 milioni.
Cosa succede se l'IVA non passa
Il nodo più delicato riguarda proprio l'aumento dell'IVA. Se la modifica dovesse arenarsi in Parlamento o essere bocciata in votazione popolare, il fondo resterebbe comunque operativo: spetterebbe alle Camere trovare fonti di finanziamento alternative. Herzog avverte che, in questo scenario, le posizioni tornerebbero a dividersi tra chi preferisce attingere al bilancio ordinario con piani di risparmio e chi è disposto a un maggiore indebitamento.
Non tutti i membri della commissione condividono l'impostazione. Il consigliere agli Stati Benjamin Mühlemann (PLR/GL) critica le modalità di finanziamento: l'uso dei residui di credito ritarderebbe il rimborso dei debiti contratti durante la pandemia, mentre con l'IVA più alta “togliamo soldi ai cittadini”. Di segno opposto il giudizio di Benedikt Würth (Centro/SG), che definisce il compromesso “un progresso significativo sotto il profilo della politica di sicurezza”, sostenibile sul piano finanziario e conforme alla Costituzione.
La commissione ha approvato il testo con una comoda maggioranza. Il dossier passa ora alle Camere: il Consiglio degli Stati si esprimerà in settembre, il Consiglio nazionale in dicembre. Se il progetto reggerà il passaggio parlamentare, l'esercito potrà anticipare pagamenti importanti in un mercato degli armamenti sempre più teso.
Il finanziamento tramite indebitamento e nuove entrate fiscali solleva la questione dei margini di manovra futuri sul bilancio federale, soprattutto se il rincaro dell'IVA non dovesse concretizzarsi e le Camere dovessero individuare coperture alternative in tempi rapidi.
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