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Mondo Terremoto

Colombia, si scava tra le macerie: si temono mille morti

I decessi accertati sono quasi 250 e circa quattromila persone risultano disperse. Il sistema di stima dell'istituto geologico statunitense indica che il bilancio finale potrebbe avvicinarsi al migliaio.

di Redazione 11 agosto 2026 3 min di lettura

In Colombia si scava ancora. A poco più di ventiquattro ore dalla scossa, i morti accertati sono quasi 250 e il numero cresce di ora in ora. I dispersi sono circa quattromila, i feriti diverse centinaia. Il sistema Pager dell'istituto geologico statunitense, che stima l'impatto di un sisma sulla popolazione, indica come possibile un bilancio vicino ai mille morti.

Il tempo è la variabile che conta. Le squadre di soccorso lavorano dentro la finestra delle prime settantadue ore, il periodo in cui le probabilità di trovare persone vive sotto le macerie restano significative. Accanto ai soccorritori scavano i civili, spesso a mani nude, nei quartieri dove i mezzi pesanti non riescono ad arrivare. A Cali una madre e il suo neonato sono stati estratti dalle rovine di un edificio di cinque piani.

Il quadro dei danni è ampio. Oltre 1'500 edifici risultano danneggiati e diverse centinaia sono crollati. Le città più colpite sono Pereira, Cali e Manizales, nel cuore della regione del caffè. Le stime economiche provvisorie oscillano tra i 100 milioni e il miliardo di dollari, una forbice larghissima che dice soprattutto quanto poco si sappia ancora.

Le comunicazioni sono un problema

Nei sette dipartimenti più colpiti la rete mobile è fuori uso per il 46,1 per cento: 3'403 stazioni radio base su 7'379 non funzionano. È un dato tecnico con conseguenze pratiche immediate. Senza rete le famiglie non riescono a cercarsi, le segnalazioni di persone intrappolate non arrivano ai centri di coordinamento e le stime sui dispersi restano approssimative. Parte dei quattromila nomi in elenco potrebbe corrispondere a persone salve che semplicemente non sono raggiungibili.

Il presidente Abelardo de la Espriella si è recato nella regione del caffè per seguire da vicino la gestione dell'emergenza e coordinare gli interventi. Il governo ha annunciato che l'impegno riguarda tutte le famiglie colpite.

Gli aiuti internazionali hanno cominciato ad arrivare. Gli Stati Uniti hanno annunciato uno stanziamento iniziale di 15,5 milioni di dollari. Condoglianze e offerte di sostegno sono giunte dal Papa, dal presidente cinese Xi Jinping e dal segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. Anche la cantante Shakira, colombiana, ha diffuso un messaggio in cui ricorda la capacità del Paese di stringersi nei momenti difficili.

Resta da capire quanto di questo sostegno si tradurrà in mezzi sul terreno e in che tempi. Nelle prime giornate dopo un sisma il collo di bottiglia non è quasi mai la disponibilità di aiuti, ma la possibilità di farli arrivare dove servono: strade interrotte, aeroporti danneggiati e comunicazioni assenti pesano più della quantità di risorse promesse.

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