Svizzera Scuola
Carenza di insegnanti, primi segnali di tregua in diversi cantoni
Zurigo non registra più carenze di docenti ordinari e a Basilea Campagna i posti scoperti si sono dimezzati. Per l’associazione nazionale dei docenti il miglioramento è però solo apparente.
La cronica mancanza di docenti nelle scuole svizzere mostra i primi timidi segnali di attenuazione in diversi cantoni. Il quadro nazionale resta però critico e l’associazione mantello degli insegnanti invita a non abbassare la guardia.
Il segnale più netto arriva da Zurigo. Per il nuovo anno scolastico il cantone non registra carenze di docenti ordinari, al punto che ai comuni è stato espressamente vietato di assumere personale privo dell’abilitazione all’insegnamento. Resta invece insoddisfatta la domanda di insegnanti di pedagogia curativa, nonostante l’aumento dei posti di formazione: in questo ambito il cantone continuerà ad autorizzare assunzioni senza i requisiti specifici.
Migliora anche Basilea Campagna. All’8 giugno mancavano 17 posti equivalenti a tempo pieno nelle scuole elementari, oltre il 50% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel Canton Berna il problema non è ancora superato: la domanda resta elevata soprattutto nella scuola primaria, nella pedagogia speciale e nel secondario di primo grado, ma le misure adottate per rendere più attrattiva la professione hanno arginato l’emergenza.
Meno allievi, più diplomati
A dare respiro al sistema concorrono due fattori strutturali. Il primo è il calo delle nascite degli ultimi anni: secondo l’Ufficio federale di statistica, il numero di allievi del primo e del secondo ciclo elementare comincerà a diminuire già da quest’anno, con una riduzione che può arrivare al 7%. Nei prossimi dieci anni il numero di insegnanti attivi calerà di circa 4’500 unità.
Il secondo fattore è l’aumento delle iscrizioni alle alte scuole pedagogiche. La Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale (FHNW) prevede 3’900 studenti, contro i 3’620 del 2022. L’alta scuola pedagogica di Berna ha rilasciato un numero record di diplomi di insegnamento e in vari istituti gli aumenti sono a doppia cifra.
L’associazione nazionale dei docenti invita comunque alla prudenza. Per Beat Schwendimann, responsabile pedagogico dell’organizzazione, il miglioramento è solo apparente: i posti vacanti vengono spesso coperti da studenti delle alte scuole pedagogiche o da persone senza diploma, soluzioni che mascherano la penuria di organico e mettono a rischio la qualità dell’insegnamento.
L’obiettivo a medio termine è fissato al 2032: grazie al calo demografico e all’aumento degli iscritti, tutti i posti dovrebbero essere occupati da insegnanti pienamente qualificati. La crisi rischia però di cronicizzarsi nei settori di sostegno agli alunni con bisogni speciali, dove la domanda di specialisti cresce e non trova risposta nemmeno nei cantoni più virtuosi.
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