Economia Banche
BNS e Finma sostengono le nuove misure sulla stabilità bancaria
Le due autorità definiscono decisive le proposte del Consiglio federale per correggere le lacune emerse con la crisi di Credit Suisse. Fra le novità, un regime di responsabilità dei dirigenti.
La Banca nazionale svizzera e l'autorità di vigilanza Finma accolgono favorevolmente le misure di regolamentazione bancaria proposte dal Consiglio federale. Entrambe le istituzioni le definiscono decisive per correggere le debolezze del dispositivo normativo emerse con la crisi di Credit Suisse.
Il progetto prevede che le banche di rilevanza sistemica e quelle di medie dimensioni preparino garanzie sufficienti per poter accedere al sostegno di liquidità delle banche centrali. È il punto su cui la BNS insiste di più: perché l'istituto di emissione possa erogare liquidità in caso di crisi, le banche devono essere materialmente in grado di trasferirgli i propri attivi a titolo di garanzia. Nel 2023 questa preparazione era mancata, e la rapidità dell'intervento ne aveva risentito.
Interventi precoci e multe
La BNS prende atto positivamente anche di altri provvedimenti: il piano di stabilizzazione e la capacità di liquidazione delle banche di rilevanza sistemica, le opzioni di intervento precoce della Finma e la collaborazione fra le autorità nella prevenzione e nella gestione delle crisi finanziarie.
Secondo l'istituto si tratta di misure essenziali, insieme a quelle già annunciate il 22 aprile, per migliorare la normativa cosiddetta too big to fail e rafforzare la resilienza del sistema finanziario elvetico.
Per la Finma gli interventi del Governo rivestono un'importanza centrale per la stabilità delle banche e per la reputazione della piazza finanziaria svizzera. Fra le misure che la riguardano direttamente l'autorità cita la facoltà di comunicare pubblicamente in modo più attivo sui procedimenti conclusi, l'introduzione di un regime di responsabilità dei dirigenti e il potere di infliggere multe.
Questi tre elementi sono quelli su cui la Finma chiedeva da anni un rafforzamento. Oggi l'autorità può revocare autorizzazioni e imporre condizioni, ma non sanzionare pecuniariamente né, di regola, rendere note le conclusioni dei propri procedimenti. Un regime di responsabilità individuale per i dirigenti sposterebbe inoltre parte del rischio dalla società alle persone che assumono le decisioni.
Il pacchetto deve ora affrontare il passaggio parlamentare, dove il settore bancario ha già manifestato riserve su alcune componenti, in particolare sui requisiti di capitale. Il tema si intreccia con quello della cosiddetta lex UBS, il cui esame in commissione era stato rinviato nelle scorse settimane.
Commenti
Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.