Svizzera Centri dati
Sgomberati, gli oppositori del data center di Beringen vanno in Germania
Il collettivo Aufstände der Allmende si sposta a Tengen dopo l'intervento della polizia zurighese a Benken. Contesta i consumi di elettricità e di acqua dell'impianto.
Gli attivisti che protestano contro la costruzione del nuovo grande centro dati di Beringen, nel Canton Sciaffusa, hanno spostato la loro mobilitazione oltre confine. Il gruppo Aufstände der Allmende ha annunciato il trasferimento a Tengen, località tedesca a poca distanza dalla frontiera, dopo lo sgombero del proprio accampamento.
La protesta era nata per durare una settimana. Il Comune di Beringen ha però vietato il campeggio, e la struttura alternativa allestita nella vicina Benken, nel Canton Zurigo, è stata sgomberata la sera precedente dalla polizia cantonale zurighese. Gli attivisti hanno definito l'operazione un attacco della polizia. Dopo lo sgombero hanno ripiegato temporaneamente in una sala conferenze nella città di Sciaffusa, prima di annunciare il passaggio in Germania.
La motivazione del trasferimento è politica prima che logistica. «L'opposizione a Big Tech deve avere un carattere transfrontaliero: la crescente mobilitazione contro i data center non si lascerà fermare dai tentativi di intimidazione», ha spiegato il gruppo.
Elettricità e acqua
Il giorno prima il collettivo aveva tenuto una conferenza stampa sul sito del Data Center ZUR2. Aufstände der Allmende considera il progetto di Beringen un esempio dell'espansione globale dell'intelligenza artificiale.
Le critiche riguardano soprattutto due risorse. Secondo il gruppo il centro dati consumerà quasi tanta elettricità quanto l'intero Canton Sciaffusa. Il consumo aggiuntivo di circa 55'000 metri cubi d'acqua all'anno rischia inoltre, sempre secondo gli attivisti, di provocare una carenza idrica in tutta la regione del Klettgau. L'impianto viene descritto come un acceleratore della crisi climatica.
Sono cifre e valutazioni che vengono dagli oppositori del progetto. Indicano però il terreno su cui si giocherà il confronto: non l'infrastruttura in sé, ma la contabilità delle risorse che assorbe e la distribuzione fra chi ne trae ricavi e chi vive nella regione che le fornisce.
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