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Cantone Traffico di transito

Dopo il blocco dell’A2 un’interrogazione chiede il pedaggio di transito

Il gruppo Avanti con Ticino&Lavoro deposita otto domande al Consiglio di Stato dopo le code di sabato sera fra Mezzovico e il Sottoceneri. Chiede un pedaggio da confine a confine e un piano complessivo sull’asse del Gottardo.

di Gottardo 9 agosto 2026 3 min di lettura Luganese

Un incidente avvenuto sabato sera sul territorio di Mezzovico ha portato alla chiusura dell’A2 e a code che hanno bloccato per ore buona parte del Sottoceneri. Due giorni dopo il gruppo Avanti con Ticino&Lavoro, primo firmatario il deputato Giovanni Albertini, ha depositato un’interrogazione al Consiglio di Stato. Prima di loro si era mossa la Lega.

Per i firmatari quanto è successo l’8 agosto non può essere archiviato come l’ennesima giornata difficile sulle strade ticinesi. La chiusura dell’autostrada ha prodotto un effetto domino. Una quantità di veicoli che l’atto definisce insostenibile si è riversata sulle strade cantonali e comunali e dentro i quartieri residenziali. L’incidente è stato eccezionale, osservano i deputati, ma la fragilità della rete stradale davanti a episodi di questo tipo non può più essere considerata tale.

Il nodo che l’interrogazione mette al centro è di natura economica. «Il Ticino non può essere ostaggio del traffico di transito», sostengono i firmatari, che chiedono l’introduzione di un pedaggio di transito da confine a confine. L’argomento è che il traffico di puro attraversamento deve contribuire in misura maggiore ai costi e ai disagi che genera. Accanto al pedaggio, l’atto chiede di valutare altre misure capaci di ridurre la pressione sull’A2, compreso il trasporto ferroviario delle automobili sull’asse del Gottardo.

Otto domande al governo

La prima chiede quante volte, negli ultimi cinque anni, si siano formate code superiori a dieci, quindici e venti chilometri, e quali ne siano state le cause principali. La seconda riguarda le modifiche introdotte nella gestione delle emergenze dopo le precedenti situazioni critiche. La terza chiede quali misure siano previste contro il traffico parassitario, in particolare quello che i sistemi di navigazione dirottano nei quartieri abitati.

Seguono le garanzie per la mobilità dei residenti, per il funzionamento del trasporto pubblico e per il passaggio dei mezzi di soccorso quando l’A2 resta paralizzata a lungo. I deputati chiedono poi al governo di spiegare l’opposizione espressa nel 2023 al pedaggio di transito, alla luce dell’approvazione da parte del Parlamento federale della mozione 25.3744. Chiedono inoltre di riesaminare la fattibilità dei treni navetta per le automobili attraverso il Gottardo e di commissionare uno studio che quantifichi quanto traffico potrebbe realmente lasciare l’autostrada grazie a un insieme di misure.

L’ultima domanda riguarda la disponibilità del Consiglio di Stato a farsi promotore di un «Piano Gottardo» che tenga insieme traffico di transito, protezione della viabilità locale e soluzioni alternative, oltre alla sola gestione delle emergenze. Nel testo i deputati ricordano che, dopo anni di interrogazioni, studi e discussioni, un singolo incidente continua a paralizzare decine di chilometri di territorio. Resta da capire quanto un pedaggio di transito potrebbe rendere, quanto costerebbe riscuoterlo e quale quota di veicoli si sposterebbe davvero su altre vie.

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