Cantone Case secondarie
A Locarno la soglia delle case secondarie regge solo sulla carta
A Locarno la quota di residenze secondarie è rimasta per anni appena sotto la soglia del 20% fissata dalla Lex Weber, anche perché gli appartamenti affittati su Airbnb non venivano conteggiati come tali. Dopo la correzione dei calcoli da parte della Confederazione, il Comune non può più costruire nuove abitazioni secondarie e deve riesaminare le licenze rilasciate quando era già fuori soglia.

A Locarno il confine tra residenza primaria e secondaria si è rivelato più elastico del previsto. La Lex Weber vieta di costruire nuove abitazioni secondarie nei Comuni che superano il 20% del parco immobiliare, ma il capoluogo del Locarnese è rimasto per anni appena sotto quella soglia, nonostante un numero crescente di licenze per appartamenti turistici. Il consigliere comunale Francesco Albi, che nel dicembre 2024 ha presentato un'interrogazione sul tema, cita il caso della Residenza Vivian, sul lungolago, dove la maggior parte degli appartamenti risulta affittata su piattaforme come Airbnb.
Il Municipio giustifica lo scarto con una scelta di metodo: gli alloggi turistici non vengono contati come residenze secondarie, ma come attività commerciali. Il sindaco Nicola Pini difende la scelta, fondata su una lettera del Consiglio di Stato del 2021 e su una successiva modifica legislativa cantonale. Nell'ottobre 2023, però, una circolare della Sezione degli enti locali aveva indicato a tutti i Comuni che affittare ai turisti non cambia la natura di un'abitazione ai fini del conteggio. Locarno ha preferito affidarsi a una perizia esterna e mantenere la propria linea.
Riclassificazioni e stop federale
Tra settembre e dicembre 2025 due correzioni contabili hanno fatto scendere la quota di residenze secondarie dal 22,14% al 19,57%, riportando il Comune sotto soglia; il sindaco respinge l'ipotesi di un aggiustamento di comodo. A febbraio, dopo un ricalcolo che ha certificato il superamento del limite, l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale ha stabilito che a Locarno non si possono più costruire nuove abitazioni secondarie.
Resta da chiarire la sorte delle licenze rilasciate quando il Comune era già fuori soglia: il Dipartimento del territorio ha ordinato di riesaminarle una per una a partire dal 31 marzo 2025, considerando nulle quelle in contrasto con la legge. Nel 2025 sono state concesse nove licenze per stabili plurifamiliari, con 10 appartamenti secondari su 128. Per il settore bancario il rischio resta contenuto: una licenza passata in giudicato, ricorda Michele Andina di BancaStato, gode del principio di certezza del diritto; anche in caso di annullamento, aggiunge, si cercherebbe una soluzione con i promotori per limitare il rischio per la banca.
Il nodo di fondo è economico: secondo l'architetto Hermes Killer le residenze secondarie si vendono a prezzi superiori del 10-20% rispetto a quelle primarie, un margine che spiega l'interesse dei promotori anche nel futuro quartiere dell'ex Gas ed ex Macello, dove il nuovo piano ammette fino al 25% di seconde case su terreni comunali un tempo destinati all'alloggio a pigione moderata. Killer contesta la scelta; il Municipio si dice disposto a discuterne, ma rinvia la decisione alla Commissione del Piano regolatore.
A Gordola le seconde case sono al 29% del parco immobiliare, contro il 55% di Ascona e il 77,7% di Ronco sopra Ascona, ma le richieste di conversione da abitazione primaria a secondaria sono in aumento. Il municipale Bruno Storni segnala un effetto poco discusso: meno residenti significano meno gettito fiscale, mentre le infrastrutture restano dimensionate sulle punte estive e il costo ricade sugli altri abitanti. Il Comune ha incaricato un pianificatore esterno di mappare le conversioni in vista di una variante di piano regolatore, con un'eccezione già annunciata per il nucleo storico.
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