Cantone Diritti politici
I Grigioni votano sul diritto di voto a 16 anni, dubbi dopo il caso Glarona
Il 27 settembre i Grigioni votano sull'abbassamento a 16 anni del diritto di voto attivo. L'esperienza di Glarona, primo cantone ad averlo introdotto nel 2007, mostra che la partecipazione dei giovani non è aumentata.
Il 27 settembre i cittadini dei Grigioni si esprimeranno su una modifica della Costituzione cantonale che abbasserebbe a 16 anni l'età per votare ed eleggere a livello cantonale e comunale. Il diritto riguarderebbe circa 3'000 sedicenni e diciassettenni. La proposta non tocca l'eleggibilità, che resterebbe fissata a 18 anni.
A sostenere la riforma sono il Governo, la maggioranza del Gran Consiglio, il Centro, i partiti di sinistra e i Verdi liberali. Si oppongono l'Unione democratica di centro e il Partito liberale radicale, insieme alle rispettive sezioni giovanili.
Per i promotori l'obiettivo è avvicinare i giovani alla politica. Il gran consigliere socialista Davide Vassella osserva che ai ragazzi "si chiede sempre più responsabilità" e che sarebbe coerente permettere loro di applicare da subito quanto imparano nelle lezioni di educazione civica.
L'esperienza di Glarona
L'unico riferimento concreto in Svizzera è Glarona, che nel 2007 ha aperto per prima le urne ai sedicenni. Il politologo Daniel Kübler, dell'Università di Zurigo, ha studiato gli effetti della riforma: i giovani di 16-17 anni mostrano la stessa maturità politica di chi ha tra 18 e 25 anni, ma il tasso di partecipazione al voto, calcolato sul totale degli aventi diritto, è diminuito. È aumentato solo il numero assoluto di votanti, perché si è allargata la base degli aventi diritto.
Il nodo dell'eleggibilità divide anche i giovani politici grigionesi. Alessia Wehrli, dei Giovani Liberali Radicali, ritiene sbagliato separare il voto attivo da quello passivo, perché le responsabilità andrebbero assunte per intero. Andriu Decurtins, dei Giovani del Centro, difende invece la proposta come un compromesso: si comincia a votare a 16 anni e si può essere eletti a 18.
La gran consigliera UDC Gabriela Menghini-Inauen contesta la coerenza della riforma, ricordando che in Svizzera la maggiore età resta fissata a 18 anni, e propone di investire piuttosto nella formazione civica.
Kübler ha simulato anche l'effetto di un voto dei sedicenni sulla votazione federale sugli aerei militari, decisa per un margine ristretto. Con ogni probabilità il risultato non sarebbe cambiato, anche se i giovani avrebbero avuto una probabilità leggermente più alta di votare no.
Se la modifica passasse, i Grigioni diventerebbero il secondo cantone svizzero ad abbassare l'età di voto, diciannove anni dopo Glarona. Proposte simili sono state respinte a Uri, Basilea Città, Basilea Campagna, Neuchâtel, Zurigo, Berna, Argovia e Lucerna. Resta aperta la domanda posta anche dagli oppositori: se il problema è la scarsa partecipazione, comune a tutte le fasce d'età, è l'abbassamento dell'età o l'investimento nella formazione civica a poter fare la differenza.
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