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Svizzera Conflitti d'interesse

A Innosuisse chi assegna i sussidi ne beneficia anche

Un'inchiesta della RTS sulla banca dati Aramis mostra che una ventina di sovvenzioni di Innosuisse sono finite ad aziende legate a membri dei propri organi dirigenti. Le regole sui conflitti d'interesse esistono, ma le decisioni restano spesso nelle mani di pochissime persone.

di Gottardo 27 agosto 2026 3 min di lettura

Innosuisse sostiene l'innovazione in Svizzera con un budget annuo di circa 300 milioni di franchi, distribuiti attraverso il proprio Consiglio dell'innovazione. Un'analisi della banca dati federale Aramis, condotta dalla RTS, ha individuato una ventina di sovvenzioni assegnate a società legate a persone che siedono negli organi dirigenti dell'agenzia.

Un caso riguarda un membro del Consiglio dell'innovazione che dirige contemporaneamente diverse società. Queste hanno ricevuto circa un milione di franchi nel 2021 e nel 2024 sono state ammesse a uno dei programmi di punta dell'ente, con la possibilità di ottenere fino a 2,5 milioni di franchi.

Interpellata dalla RTS, Innosuisse riconosce che situazioni simili possono verificarsi. L'agenzia le attribuisce al proprio meccanismo di reclutamento, che sceglie i membri del Consiglio tra figure riconosciute del settore per garantire competenze specifiche. Ricorda inoltre che esistono regole sui conflitti d'interesse: chi ha legami diretti con un progetto deve dichiararlo e astenersi dalla decisione.

Decisioni concentrate in poche mani

Documenti ottenuti in base alla Legge sulla trasparenza mostrano che il potere di assegnare i finanziamenti è spesso concentrato in gruppi di massimo cinque persone. In un caso esaminato, due membri del Consiglio si sono alternati per tre volte ciascuno nel valutare progetti collegati all'altro, ricusandosi di volta in volta; in altre due occasioni ciascuno è stato responsabile del dossier dell'altro. Tutte le domande sono state accolte.

Per il sociologo Yves Gingras, esperto di valutazione della ricerca, affidare le decisioni a gruppi così ristretti resta problematico, soprattutto quando i membri presentano richieste per le proprie aziende.

Un secondo caso riguarda la collaborazione da 20 milioni di franchi appena avviata con Armasuisse per tecnologie a duplice uso civile e militare. Due membri del Consiglio d'amministrazione di Innosuisse hanno interessi in due dei tre ambiti scelti. Tra loro il presidente André Kudelski, che guida anche il gruppo Kudelski, fornitore di componenti per produttori di chip di navigazione come l'azienda svizzera U-blox, settore incluso nel bando. Kudelski presiede pure Montreux Media Ventures, società che ha ricevuto 440'000 franchi dall'agenzia. Per l'esperto di governance Dominique Freymond, in questo caso il conflitto d'interessi esiste, anche se la decisione formale spetta al Consiglio dell'innovazione e non a quello d'amministrazione.

Il Dipartimento federale dell'economia, guidato da Guy Parmelin, nomina il Consiglio d'amministrazione di Innosuisse ma nega di dover vigilare sull'operato dell'agenzia, rimandando il compito al sistema interno di gestione dei rischi. Il Controllo federale delle finanze, dal canto suo, precisa di verificare solo l'esistenza di tale sistema, non la sua applicazione concreta.

Restano aperte le domande su chi debba garantire un controllo efficace sull'uso di fondi pubblici distribuiti da un numero ristretto di persone, e su come evitare che la concorrenza tra i beneficiari ne risenta.

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