Svizzera Banda larga
730 milioni per portare la banda larga veloce in tutta la Svizzera
Il Consiglio federale ha adottato il messaggio per garantire una connessione di almeno un gigabit al secondo anche nelle regioni meno popolate della Svizzera. Il programma prevede sostegni per 730 milioni di franchi, finanziati a metà dalla Confederazione e a metà dai Cantoni.
Il Consiglio federale ha adottato mercoledì il messaggio per l'ampliamento della rete svizzera a banda larga. Il testo, intitolato «Internet veloce in tutta la Svizzera», punta a offrire le stesse opportunità digitali a chi vive nelle regioni meno popolate del Paese, garantendo anche lì una velocità di connessione di almeno un gigabit al secondo, la stessa soglia che oggi caratterizza le reti più moderne.
Il progetto nasce da un cambiamento tecnologico ormai avviato. I cavi in rame, oggi ancora largamente utilizzati per i collegamenti Internet, saranno messi fuori servizio in modo graduale nel decennio che si aprirà nel 2030. Al loro posto dovranno diffondersi la fibra ottica e altre tecnologie più moderne, chiamate ad assumere un ruolo sempre più centrale nel collegare le economie domestiche e le attività commerciali di tutto il Paese, dai grandi centri urbani alle zone più decentrate.
Il Consiglio federale avverte che, senza un sostegno statale, in questo passaggio potrebbero aprirsi lacune nella copertura. Le stime indicano che circa il 10% delle economie domestiche e delle attività commerciali in Svizzera rischierebbe di restare senza un allacciamento a una rete a banda larga moderna, con un divario destinato ad allargarsi proprio nelle zone già meno servite.
730 milioni divisi tra Confederazione e Cantoni
Per evitare questo scenario, il programma presentato mercoledì mette a disposizione mezzi di sostegno per 730 milioni di franchi. La somma sarà finanziata a metà dalla Confederazione e a metà dai Cantoni, secondo una ripartizione paritaria tra i due livelli dello Stato.
L'obiettivo dichiarato è promuovere gli investimenti proprio nelle zone dove un ampliamento della rete non risulterebbe redditizio per i fornitori di telecomunicazioni. In queste aree periferiche, lasciate alle sole logiche di mercato, gli operatori privati non avrebbero infatti un incentivo sufficiente a costruire le nuove infrastrutture necessarie a garantire una connessione moderna e veloce.
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