Svizzera Difesa
F-35, la Commissione della gestione critica il Consiglio federale sui negoziati
Un rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale conclude che il prezzo fisso invocato da Berna per i caccia F-35A non è mai stato concordato con Washington. Il Dipartimento della difesa viene accusato di lacune nella sorveglianza dei negoziati.
Un prezzo fisso per i 36 caccia F-35A non è mai stato concordato tra Berna e Washington. Lo scrive la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) in un rapporto di 95 pagine che critica duramente il Dipartimento federale della difesa (DDPS) e il Consiglio federale per la gestione dei negoziati con gli Stati Uniti.
Secondo la Commissione, il Dipartimento e il governo non avrebbero dovuto partire dal presupposto che fosse stato concordato un prezzo forfettario fisso. Quel prezzo, si legge nel rapporto, non è mai stato oggetto di un accordo contrattuale, nonostante una nota lasciasse intendere il contrario. La CdG-N dice di non comprendere per quale motivo il DDPS abbia difeso questa cifra con tanta fermezza davanti al Parlamento.
Le critiche riguardano anche il modo in cui le trattative sono state condotte. Il Dipartimento non le avrebbe dirette in maniera sufficientemente stretta e il flusso di informazioni sarebbe stato inadeguato. Prima dell'avvio dei colloqui con gli Stati Uniti mancava un mandato negoziale chiaramente definito, un'assenza che la Commissione giudica particolarmente problematica. I negoziati sono stati seguiti da una cerchia molto ristretta di persone e in alcune fasi, scrive la Commissione, è mancato persino il principio del doppio controllo, la forma più elementare di sorveglianza.
Il ruolo di Amherd e Savic
Il rapporto esamina anche il ruolo dell'ex ministra della difesa Viola Amherd, che aveva sostenuto la tesi del prezzo fisso, e quello dell'ex responsabile del progetto Air2030, Darko Savic. Entrambi hanno lasciato l'incarico nella primavera del 2025, prima che emergesse con chiarezza l'entità dei maggiori costi.
Nel 2020 la popolazione aveva approvato uno stanziamento massimo di sei miliardi di franchi per l'acquisto dei 36 F-35A. Nel 2025 è emerso che il prezzo ritenuto fisso da Berna non era in realtà garantito dagli Stati Uniti. A fine giugno dello scorso anno la Confederazione stimava maggiori costi compresi tra 650 milioni e 1,3 miliardi di franchi.
Di fronte ai rincari, il Consiglio federale ha deciso di ridurre il numero di caccia da acquistare da 36 a circa 30. Per coprire parte dei costi supplementari resta comunque necessario un credito aggiuntivo di 394 milioni di franchi, che il Parlamento dovrà ancora esaminare.
Il caso solleva interrogativi sulla sorveglianza degli acquisti militari e sui meccanismi di controllo interni al Dipartimento della difesa, chiamati a garantire che impegni di spesa di questa portata siano verificati prima di essere presentati al Parlamento e ai contribuenti.
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