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Svizzera Prevenzione oncologica

Uno studio svizzero testa uno screening su misura per il colon

Lo studio PRESENT-CRC punta a personalizzare l'esame di screening del cancro colorettale in base al rischio individuale. Coinvolge sei cantoni e mira a 8'000 partecipanti entro fine anno.

di Brenno 18 settembre 2026 2 min di lettura
Edificio dell'università biomedica UniSanté a Losanna
Edificio dell'università biomedica UniSanté a Losanna Immagine d'archivio Froidevaux 1958 — CC0, Wikimedia Commons

Il cancro colorettale è la terza forma di tumore più diffusa in Svizzera. Se individuato in tempo, prima che si diffonda ad altri organi, nella maggior parte dei casi si può curare. Oggi la diagnosi precoce si basa su due strumenti: la colonscopia, da ripetere ogni dieci anni, oppure il test FIT, che cerca tracce di sangue occulto nelle feci e va rifatto ogni due anni.

Un ampio studio clinico in corso in Svizzera, chiamato PRESENT-CRC, vuole cambiare questo approccio. Coordinato da UniSanté e sostenuto dal Fondo nazionale svizzero, lo studio punta a coinvolgere 8'000 persone in sei cantoni: Ginevra, Vaud, Friburgo, Berna, Basilea Città e Basilea Campagna. L'idea è calibrare gli esami sul rischio individuale, invece di proporre lo stesso protocollo a tutta la popolazione dai 50 anni in su.

Un calcolatore per orientare le scelte

Il rischio di ciascun partecipante viene stimato con uno strumento che combina una decina di fattori: età, sesso, storia familiare, diabete, obesità, consumo di alcol e fumo. Kevin Selby, medico responsabile dello studio, spiega che molte persone a basso rischio scelgono comunque la colonscopia, "un esame che richiede l'intervento di specialisti e comporta anche un impatto ambientale significativo". Indirizzare chi ha un rischio contenuto verso il test FIT libererebbe risorse mediche per chi ne ha davvero bisogno.

Selby precisa che lo strumento "non è perfetto e non può escludere completamente il rischio di cancro", ma permette di individuare le persone a basso rischio e proporre loro esami meno invasivi.

I dati raccolti, con il consenso di chi partecipa, serviranno anche a migliorare il calcolatore e a rispondere ad altre domande di ricerca. Finora sono state reclutate 4'800 persone; l'obiettivo è arrivare a 8'000 entro fine anno. Chi ha tra 50 e 75 anni e non si è sottoposto di recente a uno screening può ancora essere contattato per posta o iscriversi online.

Lo studio riguarda per ora sei cantoni della Svizzera romanda e tedesca, non il Ticino. Se i risultati confermeranno l'utilità di uno screening personalizzato, la domanda che si porrà alle autorità sanitarie sarà anche come estendere equamente questo approccio a tutte le regioni del Paese, riducendo gli esami non necessari senza lasciare indietro chi ha più bisogno di controlli.

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