Svizzera Libero scambio
Un'alleanza lancia il referendum contro l'accordo con il Mercosur
Un'ampia coalizione di organizzazioni ha avviato la raccolta di firme contro l'intesa di libero scambio tra la Svizzera e i Paesi del Mercosur, approvata dalle Camere in settembre. Gli oppositori temono conseguenze per la foresta amazzonica, i diritti umani e l'agricoltura.
Una vasta alleanza di organizzazioni contrarie all'accordo di libero scambio tra la Svizzera e i Paesi del Mercosur ha avviato martedì la raccolta di firme per un referendum. L'iniziativa è stata annunciata nel pomeriggio durante una conferenza stampa a Berna, alla quale hanno partecipato i rappresentanti del fronte contrario all'intesa.
I promotori contestano l'accordo per le sue possibili conseguenze sulla foresta amazzonica, sui diritti umani e sull'agricoltura. Le loro preoccupazioni riguardano in particolare le filiere agricole di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, i quattro Paesi membri del Mercosur con cui la Svizzera, insieme agli altri Stati dell'AELS, intende stabilire relazioni commerciali più aperte.
Deforestazione e lavoro forzato
Secondo l'alleanza, la coltivazione della soia su vasta scala e l'allevamento intensivo di bovini figurano tra i principali fattori alla base della deforestazione registrata in questi Paesi sudamericani. L'espansione dell'agricoltura industriale, sottolineano i promotori del referendum, ha anche un effetto diretto sulle comunità che vivono da tempo in quei territori, spingendole ad allontanarsi dalle proprie terre.
A questo si aggiunge, secondo gli oppositori dell'intesa, un problema legato alle condizioni di lavoro: nelle piantagioni si registrerebbero ripetutamente casi di lavoro forzato.
Per non incentivare queste pratiche, l'alleanza chiede alla popolazione svizzera di respingere il testo alle urne. L'accordo è già stato firmato da tutti i Paesi dell'AELS, l'associazione europea di libero scambio di cui fa parte anche la Svizzera, e approvato dalle Camere federali lo scorso settembre.
I promotori del referendum hanno ora 100 giorni di tempo per raccogliere le firme necessarie a portare il testo al voto popolare: ne servono 50'000. Se la raccolta avrà successo, sarà il corpo elettorale a decidere il destino dell'accordo con il Mercosur.
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