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Cantone Rapporti fra Cantone e Comuni

Il Plr chiede che il 40 per cento dell'imposta sugli utili immobiliari resti ai Comuni

Un'iniziativa parlamentare di Patrick Rusconi propone di girare ai Comuni dove si trovano gli immobili una quota del gettito. Sui dati del 2025 significherebbe 31,6 milioni ai Comuni e oltre 47 milioni al Cantone.

di Gottardo 12 agosto 2026 3 min di lettura

Il deputato Patrick Rusconi ha depositato un'iniziativa parlamentare che chiede di destinare ai Comuni il 40 per cento del gettito netto dell'imposta sugli utili immobiliari. Il criterio proposto è la localizzazione: la quota andrebbe al Comune in cui si trova l'immobile venduto, non ripartita secondo una chiave generale.

Il ragionamento su cui poggia l'atto è che il valore di un immobile non nasce soltanto dal mercato. Dipende anche da quello che il Comune ha costruito attorno: strade, canalizzazioni, scuole, servizi, trasporto pubblico, spazi verdi. Quel valore, quando l'immobile viene venduto con un guadagno, viene tassato, ma il gettito finisce interamente al Cantone. L'iniziativa sostiene che dove il valore si genera debba tornare una parte del gettito che produce.

Quanto pesa

I numeri citati nell'atto danno la misura della proposta. Applicando la quota del 40 per cento ai dati del 2025, ai Comuni ticinesi andrebbero circa 31,6 milioni di franchi, mentre al Cantone resterebbero oltre 47 milioni. Non è una cifra marginale per i bilanci comunali, né una cifra che il Cantone possa perdere senza compensazioni, in una fase in cui le finanze cantonali non offrono margini.

L'argomento politico è quello dell'autonomia comunale. Secondo i firmatari una quota stabile di gettito proprio permetterebbe ai Comuni di finanziare investimenti locali senza passare ogni volta dal sussidio cantonale, contenendo nel contempo la pressione fiscale, che è la leva che rimane quando le entrate non bastano. L'iniziativa colloca la richiesta nel contesto di Comuni sottoposti a carichi amministrativi crescenti, a esigenze infrastrutturali e a spese sociali in aumento.

Resta il fatto che l'imposta sugli utili immobiliari è per sua natura irregolare: dipende dal numero e dal valore delle transazioni immobiliari, che variano di anno in anno e si concentrano nei Comuni dove il mercato è più attivo. Una quota localizzata premierebbe quindi i Comuni del Luganese e del Mendrisiotto più di quelli delle valli, dove le compravendite sono rare e i margini di guadagno bassi. È l'obiezione che l'iniziativa dovrà affrontare in commissione, insieme alla domanda su come il Cantone intenda coprire i 31,6 milioni che smetterebbe di incassare.

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