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Un tessuto vivente coltivato da un fungo che si ripara da solo

Il materiale, descritto su Science Advances, nasce dal Cordyceps militaris e si rigenera aggiungendo nuovi pellet. Nel terreno si decompone in circa 41 giorni.

di Redazione 10 agosto 2026 2 min di lettura

Un tessuto che non si tesse ma si coltiva, capace di ripararsi e di pulirsi da solo. Il materiale è stato messo a punto dal gruppo guidato da Ke Li, dell'Accademia cinese delle scienze e dello Shenzhen Institute per le tecnologie avanzate, ed è descritto sulla rivista Science Advances.

Il punto di partenza è un fungo, il Cordyceps militaris, parassita di coleotteri e lepidotteri che in Cina viene usato come ingrediente della medicina tradizionale. Fatto crescere in una coltura liquida sotto forma di piccoli pellet sferici e poi versato in stampi, produce ife, i filamenti microscopici e tubolari che ne costituiscono la struttura. Le ife si intrecciano fra loro e formano un foglio continuo, che però risulta rigido e fragile. Per renderlo utilizzabile i ricercatori lo immergono nel glicerolo, un plasticizzante che rende la trama flessibile senza sfibrarla.

Riparazione e colore

La caratteristica più insolita riguarda la manutenzione. Il tessuto rigenera la propria superficie senza trattamenti artificiali: dove la struttura si rompe o si sporca basta inserire nuovi pellet, e da lì si forma tessuto nuovo.

Integrando partner microbici ingegnerizzati si ottengono poi materiali con proprietà diverse. Alcuni lieviti modificati producono pigmenti arancioni, blu e viola, e colorano il foglio. Uno strato di Aspergillus niger, la muffa che compare sulla frutta marcia, forma in superficie un velo scuro ricco di melanina che assorbe i raggi ultravioletti. Un'altra combinazione respinge le gocce d'acqua e rende il materiale autopulente.

Le applicazioni indicate dagli autori vanno dall'architettura alla biomedicina, fino alla moda adattiva e alle tecnologie ambientali. Essendo biodegradabile, il tessuto viene presentato come una soluzione per la moda circolare. Il rovescio della medaglia sta proprio lì: nel terreno la decomposizione richiede circa 41 giorni.

Per mostrare le potenzialità del materiale il gruppo ha realizzato, fra le altre cose, una farfalla in tessuto blu e un abito.

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