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Sondaggio SSR: l'iniziativa sulla neutralità verso la bocciatura

Il primo sondaggio SSR di gfs.bern in vista del voto del 27 settembre indica il 54% di contrari all'iniziativa UDC sulla neutralità. Più incerto l'esito del voto sull'iniziativa per un'alimentazione sicura.

di Redazione 21 agosto 2026 3 min di lettura

Il primo sondaggio SSR dell'istituto gfs.bern, realizzato in vista delle votazioni federali del 27 settembre, mostra un avvio in salita per l'iniziativa sulla neutralità sostenuta dall'UDC. Se si fosse votato il 9 agosto, il testo sarebbe stato respinto dal 54% dei votanti contro il 42% di favorevoli, con un 4% ancora indeciso. Più incerto l'esito dell'iniziativa sull'alimentazione, con il 49% di contrari e il 47% di favorevoli. All'inchiesta hanno partecipato 17'212 aventi diritto di voto di tutte le regioni linguistiche. L'intenzione di partecipare al voto si ferma al 44%, sotto la media storica del 47,4% calcolata dal 2011.

L'iniziativa sulla neutralità chiede di iscrivere nella Costituzione una neutralità permanente e armata, limitando il margine di manovra del Consiglio federale, in particolare sulle sanzioni verso Stati in guerra. Il 73% degli interpellati ha già un'opinione definita: il 30% è decisamente favorevole, il 43% decisamente contrario.

La divisione più netta è politica. Tra l'elettorato UDC l'86% vuole votare sì. Tra gli altri partiti prevale il no: 86% nel PS, 81% nel PVL, 78% nei Verdi, 74% nel Centro, 64% nel PLR. Tra chi non si riconosce in nessun partito emerge invece una risicata maggioranza favorevole, il 52%. Pesa anche la fiducia nel Governo: chi non ne ha sostiene l'iniziativa al 59%, chi ne ha la respinge al 69%.

Il voto varia anche per regione. La Svizzera italiana si distingue con una maggioranza del 55% a favore, mentre la Svizzera tedesca respinge il testo al 57% e quella francese al 49%. Conta pure il contesto: nelle città il no raggiunge il 59%, nelle campagne l'iniziativa passerebbe con il 51%. Chi ha una formazione più bassa la sostiene al 59%, chi ha un titolo universitario la respinge al 58%. Tra gli over 65 il no è netto, al 60%.

Tra i contrari convince soprattutto l'idea che la cooperazione internazionale in materia di sicurezza sia necessaria prima di un eventuale conflitto, e che mantenere il margine di manovra della neutralità flessibile sia utile. Tra i favorevoli pesa di più la volontà di evitare interpretazioni mutevoli della neutralità, mentre la rinuncia alle sanzioni non convince nemmeno chi voterà sì.

Alimentazione, la scelta è ancora aperta

L'iniziativa sull'alimentazione punta a portare l'autosufficienza alimentare svizzera dal 46% ad almeno il 70%, con più produzione vegetale, e a rafforzare la protezione dell'acqua potabile. Qui solo il 60% ha già deciso, il 27% a favore e il 33% contro. Il 76% di chi voterà si aspetta comunque una bocciatura.

Anche in questo caso i partiti si dividono: favorevoli soprattutto tra i Verdi (84%) e il PS (64%), più tiepidi nel PVL (55%), nonostante PS e PVL abbiano raccomandato il no. Tra i contrari il Centro (58%), l'UDC (62%) e il PLR (69%). Il sostegno è più forte tra i redditi bassi e tra le donne, favorevoli al 55% contro il 39% degli uomini. Convince soprattutto la necessità di garantire acqua potabile pulita di fronte ai cambiamenti climatici, mentre tra i contrari prevale l'idea che non debba essere lo Stato a decidere cosa si mangia.

Il sondaggio è stato condotto da gfs.bern tramite interviste telefoniche e questionari online sui portali della SSR. Il margine di errore è di 2,8 punti percentuali.

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