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Il sargasso invade la Riviera Maya e mette in crisi il turismo

Nei periodi di punta arrivano oltre novemila tonnellate di alghe al giorno sulle coste caraibiche del Messico. A Tulum le vendite sono calate fino al 60%.

di Redazione 5 agosto 2026 3 min di lettura

Le spiagge di Cancún e della Riviera Maya stanno attraversando una crisi. Il sargasso ha raggiunto livelli record lungo la costa caraibica del Messico, coprendo l'acqua con estesi tappeti di alghe.

Le alghe emanano un odore forte sia in acqua sia sulla battigia. Il bagno diventa difficile, e la decomposizione può provocare irritazioni cutanee, come pure i piccoli organismi marini che vivono all'interno degli ammassi.

La rimozione richiede un intervento continuo su più livelli. Imbarcazioni di raccolta operano in mare aperto, barriere galleggianti limitano l'arrivo delle alghe a riva, e sulla spiaggia la pulizia prosegue ogni giorno con trattori e personale.

Le ricadute sulle imprese

Alberghi, ristoranti ed esercizi commerciali segnalano ricavi in calo. All'effetto delle alghe si sommano la riduzione dei collegamenti aerei, le tensioni geopolitiche internazionali e i timori legati alla sicurezza.

Il dato sul traffico aereo misura la portata del fenomeno. Fra gennaio e maggio del 2026 gli aeroporti della regione hanno perso oltre 645'000 passeggeri rispetto allo stesso periodo del 2025.

Tulum è la località più colpita, con vendite in calo fino al 60%. Molte attività lavorano in perdita. Alcune hanno sospeso temporaneamente l'esercizio, altre hanno chiuso in modo definitivo.

Il governo di Claudia Sheinbaum ha annunciato un investimento di 115 milioni di dollari. La somma servirà per nuove imbarcazioni di raccolta, per altre barriere galleggianti e per potenziare i sistemi di raccolta esistenti.

Le quantità in arrivo spiegano perché l'intervento richieda mezzi di questa scala. Nei periodi di punta oltre novemila tonnellate di sargasso raggiungono ogni giorno le coste caraibiche. È un volume quattro volte superiore a quello del 2025 e 27 volte superiore alla media storica.

Il sargasso si forma nelle acque tropicali dell'Atlantico e viene trasportato dalle correnti verso i Caraibi e il Golfo del Messico. La sua crescita è favorita dall'aumento della temperatura degli oceani e dall'eccesso di nutrienti che l'agricoltura intensiva riversa in mare.

Le due cause indicate agiscono a distanza dal luogo in cui il problema si manifesta. Questo limita l'efficacia delle misure adottate sulla costa, che intervengono sugli effetti e non sull'origine del fenomeno.

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