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Superata la carenza di sangue 0 negativo negli ospedali ticinesi

Il Servizio trasfusionale ha centralizzato le scorte e lanciato appelli ai donatori. I donatori 0 negativo sono circa il 6% della popolazione, ma il gruppo viene impiegato al doppio di quella quota.

di Redazione 4 agosto 2026 2 min di lettura

La carenza di sangue del gruppo 0 negativo negli ospedali ticinesi è stata superata. Il risultato arriva dopo l'intervento rapido del Servizio trasfusionale.

Le misure adottate sono state di tre tipi. Le scorte disponibili nelle diverse strutture sono state centralizzate. I pazienti che necessitavano di trasfusioni sono stati informati della situazione. Sono stati infine lanciati appelli ai donatori.

Le alternative durante l'emergenza

In alcuni casi è stato possibile ricorrere al gruppo 0 positivo al posto dello 0 negativo. La sostituzione ha riguardato gli uomini e le donne non più in età fertile che non presentano anticorpi incompatibili, oltre ai pazienti in condizioni urgenti che richiedono grandi quantità di sangue.

Stefano Fontana, direttore medico del Servizio trasfusionale della Svizzera italiana, spiega la ragione strutturale della difficoltà. I donatori di gruppo 0 negativo rappresentano circa il 6% della popolazione, ma i prodotti 0 negativi vengono utilizzati a un ritmo circa doppio rispetto a quella quota, perché servono spesso nelle emergenze.

Secondo Fontana una base di donatori più ampia permetterebbe di rispondere in modo più adeguato a queste situazioni urgenti.

Lo squilibrio nasce dalla natura stessa del gruppo. Il sangue 0 negativo può essere trasfuso a pazienti di gruppi diversi, e questo lo rende la scelta obbligata quando non c'è tempo per determinare il gruppo del ricevente.

Il Servizio trasfusionale non ha indicato di quanto siano risalite le scorte né per quanto tempo la situazione resterà stabile. La domanda di sangue 0 negativo dipende dagli interventi urgenti, che per loro natura non sono programmabili.

La carenza si è manifestata durante un periodo di canicola. È una fase in cui le scorte tendono a ridursi, perché la disponibilità dei donatori cala e le donazioni diminuiscono.

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