Cantone Conti pubblici
Preventivo 2027, il Ticino prevede un disavanzo vicino ai 100 milioni
Il Consiglio di Stato prevede un disavanzo d'esercizio di 98,5 milioni di franchi e un disavanzo totale di 161,4 milioni. Il debito pubblico potrebbe superare i tre miliardi entro fine 2027.

Il Consiglio di Stato ha presentato mercoledì il preventivo 2027. Il Cantone prevede uscite per 4,73 miliardi di franchi ed entrate per 4,63 miliardi, con un disavanzo d'esercizio di 98,5 milioni e un disavanzo totale di 161,4 milioni. Il debito pubblico potrebbe superare i tre miliardi di franchi entro la fine del 2027.
Il Governo mantiene un livello di investimenti elevato, 290,5 milioni di franchi. L'autofinanziamento si ferma a 129,1 milioni, pari a un grado del 44,4%. Il freno al disavanzo, secondo l'esecutivo, resta rispettato.
Spesa in crescita nonostante i tagli
Le uscite aumentano di 101 milioni rispetto al preventivo 2026. Questo nonostante nuove misure di contenimento per 47 milioni, che sommate a quelle degli anni scorsi portano l'impatto complessivo su questo preventivo a 237 milioni, hanno indicato in conferenza stampa la presidente del Governo Marina Carobbio Guscetti e il consigliere di Stato Norman Gobbi.
La voce che cresce di più è quella dei sussidi di cassa malati: 57 milioni in più, per un totale di 332 milioni, che salgono a 520 se si aggiunge quanto versato ai beneficiari di prestazioni complementari. L'aumento dipende sia dai nuovi premi assicurativi annunciati martedì, sia dall'attuazione decisa dal Gran Consiglio dell'iniziativa popolare che limita al 10% del reddito disponibile il peso dei premi per le famiglie.
Aumentano anche le spese per il personale (+9,3 milioni), le prestazioni complementari AVS/AI e la partecipazione ai costi ospedalieri. Il Cantone risparmia invece sull'asilo (8,1 milioni in meno), sui contributi alle imprese di trasporto (-6,7 milioni, a 108 milioni totali) e sui versamenti a USI e SUPSI (rispettivamente -5,5 e -1,3 milioni).
Sul fronte delle entrate, l'aumento di 106,9 milioni deriva per metà dall'iscrizione prudenziale a bilancio di due quote di utili della Banca nazionale svizzera, per circa 50 milioni, scelta che il direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia Christian Vitta ha detto condivisa da altri cantoni. La perequazione finanziaria federale porterà una decina di milioni in più, mentre calano i rimborsi federali legati ai beneficiari dello statuto S, in vista della possibile conversione di molti permessi in permesso B nel 2027.
Carobbio Guscetti ha parlato di una situazione "strutturalmente fragile" e ha invitato a una riflessione anche sul fronte delle entrate, non solo su quello delle uscite. Vitta, che non si ricandiderà alle elezioni di aprile e presenta quindi il suo ultimo preventivo, ha confermato che serviranno ulteriori sforzi. Il piano finanziario prospetta disavanzi d'esercizio in crescita: 236 milioni nel 2028, 411 nel 2029 e 460 nel 2030, con un peggioramento legato alla piena attuazione delle iniziative sulle casse malati, alla riforma EFAS del finanziamento sanitario - il cui impatto per il Ticino viene ora stimato cinque volte superiore alla previsione iniziale della Confederazione - e all'abolizione del valore locativo.
Resta da capire con quali strumenti la prossima legislatura intenda affrontare un disavanzo strutturale che si allarga di anno in anno, e se il previsto piano di rientro finanziario punterà soprattutto sul contenimento della spesa o anche su nuovo prelievo fiscale.
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