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Il Po resta in secca, il Verbano vicino ai minimi di riferimento

L'Osservatorio del distretto conferma la severità idrica alta. I temporali attesi nei prossimi giorni non basteranno a ricostituire le riserve.

di Redazione 6 agosto 2026 2 min di lettura

Il Po continua a trovarsi in condizioni di siccità estrema, per la mancanza di precipitazioni e per le temperature elevate. L'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del distretto del fiume conferma il giudizio di severità idrica alta.

Alessandro Delpiano, segretario generale dell'Autorità di bacino, ha spiegato che il caldo persistente sta esaurendo le ultime riserve disponibili, che sono i grandi laghi prealpini. Secondo la sua valutazione l'emergenza continua e non se ne vede ancora la fine.

Le portate del Po restano su valori critici, sotto i livelli di magra caratteristici. Nei prossimi giorni sono attesi temporali di una certa intensità sulle zone collinari e sulla pianura, con temperature in calo. L'asta principale del fiume dovrebbe mantenere la portata attuale o aumentarla di poco, ma l'Osservatorio esclude benefici significativi e duraturi sulla disponibilità d'acqua.

I laghi scendono da metà giugno

La situazione dei grandi laghi è quella che pesa di più. I livelli calano senza interruzione da metà giugno.

Il caso più critico è il Lago Maggiore, dove sia l'altezza dell'acqua sia le portate scaricate si trovano vicino ai valori minimi storici di riferimento. La conseguenza si sente a valle, nelle risaie del Vercellese, del Novarese e della Lomellina, dove l'irrigazione dipende direttamente da quei rilasci.

Anche il Lago di Como e il Lago d'Iseo presentano condizioni critiche. Per l'Iseo i valori corrispondono alla definizione di siccità estrema. Il Lago di Garda mantiene invece un riempimento complessivamente normale, pur con livelli e rilasci sotto le medie stagionali.

Delpiano ha collegato la situazione a un problema di più lungo periodo. Le conseguenze del cambiamento climatico nell'Italia settentrionale, ha osservato, possono diventare ancora più severe per l'agricoltura, per l'industria e per la popolazione, e per evitare situazioni peggiori negli anni prossimi occorre adottare presto ulteriori misure di adattamento.

Il Verbano riguarda anche il Ticino. Il livello del lago dipende dagli afflussi dei bacini svizzeri e italiani, e la sua regolazione allo sbarramento della Miorina è da decenni materia di attrito fra le esigenze delle sponde svizzere e quelle dell'irrigazione piemontese e lombarda.

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