Cantone Case anziani
Nuove rette delle case anziani: il PLR chiede di rinviare la riforma
Due deputati PLR chiedono di rinviare al 2027 il nuovo calcolo delle rette nelle case per anziani, perché il suo costo per Comuni e Cantone potrebbe essere superiore di circa il 20% alle stime iniziali.
Comuni e Cantone potrebbero dover sostenere una spesa superiore alle attese per effetto del nuovo calcolo delle rette nelle case per anziani ticinesi. Lo affermano i deputati del PLR Patrick Rusconi e Matteo Quadranti in un'interrogazione, secondo cui l'impatto finanziario della riforma sarebbe superiore di circa il 20% rispetto alle stime iniziali.
Il regolamento è in vigore, con effetto retroattivo, dal 1° gennaio 2026. La riforma vuole ridimensionare il peso della sostanza immobiliare nel calcolo della retta giornaliera e mettere sullo stesso piano proprietari e affittuari a parità di rendita. Fino al 2027 una norma transitoria esclude aumenti per i residenti già in struttura, ammettendo soltanto ribassi.
Le proiezioni iniziali per il 2026 parlavano di minori entrate per quasi due milioni di franchi, quattro quinti dei quali a carico dei Comuni. Le case per anziani comunali stimano ora cifre più alte: 400'000 franchi di mancati incassi a Bellinzona e 600'000 a Lugano.
«Questo presunto mancato incasso dà delle serie preoccupazioni», afferma Silvano Morisoli, direttore delle case per anziani di Bellinzona. Secondo Morisoli, i disavanzi aggiuntivi delle strutture finiranno sul conto di Cantone e Comuni, dunque in ultima istanza sui contribuenti.
Casi di rigore
Una parte di queste minori entrate, circa la metà, dipende dal blocco temporaneo degli aumenti e dovrebbe quindi ridursi a partire dal 2028. L'altra metà riguarda i cosiddetti casi di rigore: i residenti senza diritto a prestazioni complementari, per i quali la nuova formula produce una retta sotto la soglia minima di 84 franchi al giorno. In queste situazioni, spiega Morisoli, la struttura è tenuta ad applicare la cifra che risulta dal calcolo, anche se prossima allo zero.
Se lo stesso schema si ripetesse negli altri Comuni ticinesi, il conto finale della riforma supererebbe ulteriormente le previsioni di partenza. Rusconi e Quadranti propongono quindi di rinviare al 1° gennaio 2027 l'entrata in vigore delle norme contestate, lasciando fino ad allora lo sgravio sulla sostanza immobiliare e la retta minima di 84 franchi giornalieri, per avere il tempo di verificare i dati ed eventualmente correggere il meccanismo.
Resta da vedere quanto siano solide le stime su cui la riforma è stata costruita, e se Comuni già impegnati su altri fronti di spesa sociale possano assorbire un onere che rischia di superare del 20% le previsioni iniziali.
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