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Cantone Permessi di dimora

Mesolcina e Calanca, nuova procedura per i permessi di dimora

In Mesolcina e Calanca è entrata in vigore una nuova prassi che impone a chi chiede un permesso di dimora di produrre l'estratto del casellario giudiziale, dopo l'arresto di quattro stranieri a Roveredo in un'inchiesta antimafia. Il Comune di Roveredo chiede che la misura sia estesa a tutto il Cantone.

di Redazione 19 agosto 2026 3 min di lettura Grigioni

Da oggi, martedì, in Mesolcina e Calanca è in vigore una nuova prassi per il rilascio dei permessi di dimora: chi richiede un permesso L, B o G deve produrre l'estratto del casellario giudiziale. La misura arriva a quasi sei mesi dall'arresto di quattro stranieri residenti a Roveredo, coinvolti in un'operazione internazionale contro la criminalità organizzata.

L'Ufficio retico della migrazione spiega che non esiste una risposta valida per tutti i casi: ogni domanda viene valutata singolarmente. Per negare un permesso occorre dimostrare che la persona rappresenta un pericolo attuale per la sicurezza e l'ordine pubblico, tenendo conto della gravità dei reati commessi e del rischio di recidiva, anche in assenza di una condanna definitiva. Provare l'esistenza di minacce concrete resta comunque complicato, soprattutto quando i fatti non sono ancora stati chiariti del tutto. Per il Cantone, la nuova procedura comporta più lavoro burocratico e possibili ritardi nel rilascio dei permessi, non solo in Mesolcina ma in tutti i Grigioni.

Il Comune di Roveredo non è d'accordo

Il vicesindaco di Roveredo, Decio Cavallini, non prevede invece un aggravio di lavoro per gli uffici comunali. Secondo lui i Comuni diventano parte attiva nella verifica preliminare, compilando un modulo standardizzato con le valutazioni sul richiedente: un compito che, sostiene, rientra già nella prassi amministrativa seguita quando qualcuno chiede la residenza in un Comune.

Cavallini contesta anche il perimetro della misura, che riguarda solo Mesolcina e Calanca, mentre a suo parere andrebbe estesa a tutto il Cantone, visto che l'ufficio competente per i permessi è cantonale. In caso contrario resterebbe possibile ottenere un permesso senza controlli in un'altra regione, per esempio a Coira, e poi trasferirsi in Mesolcina. È quanto era successo nel 2021 a un cinquantatreenne originario della Campania, residente a Roveredo con permesso B e arrestato in Francia a fine febbraio, quando nei Grigioni non si applicava ancora alcun controllo del casellario giudiziale. All'epoca, per scoprire i suoi precedenti penali sarebbe bastata una ricerca online: per questo tra gli strumenti a disposizione dei Comuni figura ora anche Google, che secondo Cavallini l'amministrazione di Roveredo intende usare fin da subito, senza che questo comporti un carico di lavoro eccessivo.

Le nuove regole si affiancano all'autodichiarazione sui procedimenti e sui precedenti penali, introdotta lo scorso maggio in tutto il Cantone per chi chiede un permesso di soggiorno. Secondo l'Ufficio della migrazione, finora nessun permesso è stato negato sulla base di quanto dichiarato dai richiedenti. Un dato che, secondo gli esperti di lotta alla criminalità organizzata che hanno analizzato le misure del Governo, invita a qualche riflessione: le nuove regole sono un segnale importante, ma le reti mafiose potrebbero aggirarle facendo leva su collaboratori senza precedenti penali.

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